«Sequestrate l’ospedale di Albano»

Che di malasanità si può morire, non è un segreto per nessuno. Ma finire la propria esistenza su una barella del pronto soccorso, dopo due giorni di ricovero, è una vera e propria vergogna.
Nel Lazio, dove la prima malata è proprio la sanità, accade anche questo. Il caso dell’uomo cardiopatico, diabetico e obeso, ricoverato mercoledì per insufficienza respiratoria presso l’ospedale di Albano e deceduto venerdì, è l’ennesima doccia fredda per i vertici della Regione Lazio, incapaci di gestire la sanità sul territorio, come dimostra il deficit mai ripianato, nonostante i ripetuti proclami. Il vice presidente della Giunta, ieri, ha annunciato l’apertura di un’indagine. Montino attende entro domani sulla sua scrivania una relazione dettagliata dal direttore generale della Asl Roma H per verificare eventuali responsabilità.
«Ho seri dubbi che la rete ospedaliera del Lazio per tre giorni non sia stata in grado di dare un posto letto al malato di Albano - ha dichiarato Esterino Montino - e voglio vederci chiaro in tempi brevissimi. Episodi di questo genere sono inaccettabili». «In attesa del trasferimento, il paziente è stato assistito regolarmente su uno dei posti letto tecnici di cui è dotato il pronto soccorso, completo di tutti presidi necessari - ha risposto a distanza il direttore sanitario della Rm H Vittorio Amedeo Cicogna -. È stata fornita assistenza specialistica e sono state eseguite indagini diagnostiche».
Sta di fatto che la farraginosa macchina della Sanità riesce sempre a fare qualche vittima. Il senatore del Pdl Domenico Gramazio ha già presentato un’interrogazione urgentissima al ministro della Salute per conoscere tutti i dettagli della vicenda, chiedendo anche il sequestro dell’ospedale di Albano.
«La mancanza di posti letto, la riorganizzazione dell’intero servizio della Asl Rm H - ha tuonato il senatore - ha portato al decesso di un cittadino che poteva facilmente essere trasferito in qualsiasi struttura, anche della città di Roma. Le negligenze e le responsabilità vanno accertate. Chiederò inoltre che la commissione di indagine sul servizio sanitario nazionale apra un’inchiesta sulla gestione dell’ospedale di Albano e sull’intera gestione della Asl Rm-H sempre al centro di indagini giudiziarie».
Duro anche il consigliere regionale del Pdl Donato Robilotta. «La ricerca di letti tramite fax - ha spiegato Robilotta - è un sistema obsoleto che andava bene anni fa ma non oggi con le informazioni che corrono veloci tramite la rete. È la prova che spesso gli ospedali si scelgono gli ammalati e quelli di provincia sono diventati dei veri e propri cronicari, dove se arriva una persona grave che deve essere curata non trova un posto letto». «Insomma il sistema è al collasso - ha concluso il consigliere - e va riformato completamente. Spesso i piccoli nosocomi di provincia sono inutili e dannosi e non serve tenerli in piedi se sono dei cronicari. Meglio trasformarli in rsa e rafforzare strutture sanitarie medio grandi di eccellenza, come per esempio il policlinico Tor Vergata in quella zona»