Sequestrati 50 chili di hashish in un appartamento-bunker

Duro colpo a un clan albanese che stoccava gli stupefacenti in un appartamento di Tor Bella Monaca protetto da barriere di metallo e porte corazzate. Sequestrati rilevatori di microspie e disturbatori di frequenze per eludere i controlli delle forze dell'ordine durante gli spostamenti

Avevano trasformato l'appartamento dove nascondevano la droga in un vero e proprio bunker protetto da barriere di metallo e porte corazzate. Inaccessibile anche ai componenti del clan rivale, che in più di un'occasione avevano tentato di penetrarvi per rubare lo stupefacente. Infatti è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per consentire ai carabinieri della compagnia Frascati di entrare nell'alloggio di Tor Bella Monaca divenuto la base strategica di una banda di albanesi che gestisce la metà del mercato di hashish della capitale e che da tempo è al centro di una violenta lotta per il predominio sul traffico di stupefacente al sud di Roma.
I militari hanno arrestato un cittadino albanese di 30 anni e hanno sequestrato 50 chili di hashish, proveniente da Afghanistan e Pakistan e del valore di circa300mila euro, in confezioni marchiate «Top 2010», una sorta di bollino blu considerato un marchio di qualità riconoscibile a livello internazionale. Nell'appartamento-bunker veniva stoccata la droga, anche eroina e cocaina, custodita da un buttafuori albanese, che conduceva una vita sfarzosa, si muoveva a bordo di auto lussuose e aveva un'importante collezione di orologi di marca. Per isolare il covo i componenti della banda avevano utilizzato ogni sorta di tecnologia. Avevano in dotazione rilevatori di microspie, disturbatori di frequenze utili per spostare grandi quantitativi di droga eludendo i controlli delle forze dell'ordine e un contasoldi professionale. Sequestrato anche olio di hashish, una sostanza introvabile sul mercato che viene utilizzata per quadruplicare i panetti.