Sequestrati in casa dai rapinatori

Notte di terrore per una famiglia di Novate Milanese. Una banda di stranieri con le armi spianate ha obbligato genitori e figli a consegnare denaro e gioielli. Poi i balordi sono fuggiti con un’auto presa in garage

Franco Sala

Quando si sono svegliati era già troppo tardi: ormai avevano la pistola puntata addosso. Hanno aperto gli occhi e intravisto nel buio le sagome dei tre banditi appena entrati nella loro casa: marocchini o in ogni caso arabi a sentire da come parlavano. Giovani, avevano il volto coperto con foulard. Sono seguiti attimi di terrore. Il proprietario di casa, 25 anni, panettiere, la moglie, 24, i genitori di 46 e 60 anni, e la sorella di 23, sono rimasti annichiliti. Il terzetto arriva in Vicolo dei Fiori a Nova Milanese, sono le quattro e trenta del mattino. Con un grosso cacciavite, cercano di scardinare la porta d’ingresso della villetta. Proprio in quel momento l’artigiano esce da casa per andare in laboratorio ad iniziare il lavoro: il negozio è poco distante. Apre l’uscio e s’imbatte nei balordi, se li trova in pratica addosso. Gli extracomunitari, non hanno scrupoli gli piazzano il cacciavite contro lo stomaco e lo spingono nell’abitazione. Poi uno dei criminali, probabilmente il capo, estrae dalla tasca dei pantaloni la pistola. Gli altri componenti della famiglia sono svegliati di soprassalto: sentono il trambusto. Saltano giù dal letto e arrivano nell’atrio: i marocchini sono decisi, agitano l’arma. Le vittime non fiatano, tremano come foglie, sono sconvolte. Una mossa azzardata e il rapinatore potrebbe premere il grilletto: i tre uomini e le due donne hanno la canna della pistola sempre sotto lo sguardo terrificato. Cominciano le minacce, la gang vuole i soldi, il panettiere prende il portafoglio e consegna tutto quello il contante che ha dentro: oltre mille euro in banconote di vario taglio. Ad un certo punto vedono la Bmw del panettiere: «Dacci le chiavi della macchina, sbrigati». Ordinano. A questo punto, l’aggredito replica che l’ammiraglia dispone di un sistema d’antifurto satellitare. «Se scappate con quell’auto - abbozza cercando di “salvare” almeno la Bmw - vi individuano in fretta». I tre balordi si scambiano un’occhiata e stabiliscono che è meglio non rischiare: pretendono le chiavi della Panda posteggiata in strada. Salgono sull’utilitaria e si dileguano. Scatta l’allarme, i rapinati telefonano alla centrale operativa dei carabinieri di Desio. Due gazzelle dell’Arma volano in vicolo dei Fiori. Ascoltano il racconto della vittime e si mettono al lavoro. Istituiscono posti di blocco, battono la zona in lungo e in largo ma dei banditi non trovano traccia.