Sequestrati e picchiati in casa da una banda di sudamericani

I 4 rapinatori hanno terrorizzato un’intera famiglia per una cassaforte che non c’era. Fuggiti con un po’ di denaro e dei gioielli

Michele Perla

Rapina in villa con sequestro di persona, l’altra sera a Rescaldina, vicino a Legnano. Quattro uomini incappucciati, che parlavano con un forte accento sudamericano, si sono introdotti - pistole in pugno - in un’abitazione in via Sant’Erasmo, picchiando e legando i famigliari per potersi impossessare sino a quando non si sono impossessati di gioielli e contanti. Un blitz durato una ventina di minuti e messo a segno poco dopo le 22.30, quando nella villetta erano presenti i padroni di casa, marito e moglie e con loro il figlio e la nuora, ospiti temporanei.
I malviventi hanno scavalcato la recinzione e subito hanno raggiunto il piano terra dove in quel momento si trovava soltanto la signora Rina, 60 anni. Il marito era già andato a dormire, mentre al piano superiore c’erano il figlio e sua moglie. La donna stava guardando la televisione quando ha avvertito dei rumori ai quali non ha dato peso: vista l’ora e la calda serata, infatti, la donna aveva pensato che fosse la figlia, passata per un saluto. Uno dei quattro banditi l’ha subito colpita al volto con un pugno facendola cadere a terra, poi le ha legato i polsi con un filo da elettricista.
Nel frattempo gli altri tre componenti del commando sono saliti di sopra dove c’era il resto della famiglia, cogliendo tutti di sorpresa. Li hanno picchiati, immobilizzati e tenuti a bada con le armi. Insomma li hanno terrorizzati, intimando di tenere la bocca chiusa per evitare il peggio.
I malviventi - che parlavano in un italiano stentato - cercavano la cassaforte che, però, in quella casa non esisteva. Per timore che agli altri componenti della famiglia potesse accadere qualcosa di tragico, però, la signora Rina si è detta disponibile a collaborare, mettendo insieme un bottino che potesse far cessare l’incubo che stavano vivendo. «Abbiamo consegnato nelle loro mani tutto quello che avevamo – ha raccontato. - Alcune centinaia di euro in contanti, gioielli e oggetti in oro.»
Raggiunto lo scopo prefissato e certi che non c’era nient’altro da razziare, i banditi hanno rinchiuso la famiglia in una stanza e sono scappati facendo perdere le proprie tracce. Pochi minuti dopo i sequestrati sono riusciti a lanciare l’allarme ai carabinieri. Non si esclude che i banditi possano aver sbagliato obbiettivo, visto che la famiglia presa di mira non risulta particolarmente benestante.