Sequestrato un arsenale di armi Due uomini finiscono in manette

Un 32enne e un 50enne tenevano in auto e in casa quattro pistole, caricatori e centinaia di proiettili

Un arsenale in casa e in auto. Quattro pistole perfettamente funzionanti e pronte all’uso, centinaia di proiettili, caricatori, coltelli, passamontagna e guanti da chirurgo. Non ci vuole un genio per capire che le armi trovate dai carabinieri del comando provinciale Roma sono servite o sarebbero dovute servire per rapine, sequestri di persona, attentati. Due le persone finite in manette in altrettante operazioni dei militari di Ciampino e della compagnia di Anzio, il primo un 50enne dei Castelli Romani, l’altro un 32enne di Ardea che viaggiava, come se niente fosse, con una Beretta semiautomatica calibro 9, otto proiettili calibro 9 parabellum (di quelli in dotazione a polizia e carabinieri), 134 cartucce calibro 9x21 (da guerra), due proiettili 6x35, un coltello a serramanico di tipo proibito e materiale per camuffarsi. Come le calze di nylon, utilizzate da banditi e delinquenti senza scrupoli in azioni criminose. Nel primo caso il 50enne, un personaggio che ha collezionato una sfilza di precedenti penali, nascondeva nel suo appartamento e in garage una pistola semiautomatica calibro 9x21 bifilare completa di caricatore e munizioni, un revolver Colt calibro 357 magnum con relativi proiettili e un revolver calibro 6 con matricola abrasa. Armi particolari queste ultime due, utilizzate in genere per attentati di un certo spessore in quanto non lasciano tracce. Il bossolo, difatti, nel caso di una rivoltella viene trattenuto all’interno del tamburo e non viene espulso come succede per le semiautomatiche. A chi o a cosa erano destinate? Mistero. Il primo arrestato è accusato di detenzione illegale di armi comuni da sparo, di armi clandestine e del relativo munizionamento. Il 32enne, invece, di porto abusivo di armi comuni da sparo e detenzione illegale di munizionamento ordinario e da guerra e di arma bianca. Il materiale sequestrato, adesso, è stato affidato agli esperti del Ris per gli accertamenti tecnico-balistici disposti dal magistrato.