Sequestrato e pestato da quattro «strozzini»

Sequestrano il padre per riavere i soldi prestati al figlio. In quattro finiscono in carcere con le accuse di sequestro di persona, lesioni aggravate, minacce. L’ennesima storia di usura e violenza è accaduta a Torvaianica. Lo scenario è una villa abusiva già sottoposta a sequestro giudiziario. Strappati i sigilli, è qui che viene portato un commerciante di 61 anni di Pomezia, prelevato con forza dal proprio negozio, trascinato in macchina e infine costretto a subire minacce di morte se non avesse onorato il debito contratto dal figlio. Una somma che, compresi interessi annui del 300 per cento, si aggira sui 200mila euro. L’uomo viene immobilizzato e picchiato sotto la minaccia di una pistola da tre personaggi disposti a tutto pur di ottenere il denaro. Il capobanda B.V., di 66 anni, e il figlio, F.V., 43 anni, sono due pluripregiudicati della zona particolarmente pericolosi. Con loro M.D.F., 34 anni di Torvaianica e C.I., 41 anni di Roma. Il poveretto viene tenuto prigioniero il tempo necessario per garantire ai suoi aguzzini il pagamento del riscatto. Un “pagherò” sofferto, strappato all'imprenditore sotto tortura. Sanguinante, con il volto tumefatto e le gambe ferite, il 61enne viene rilasciato a 40 chilometri di distanza. «Prendi la metro, torna a casa e non fare una parola con nessuno altrimenti sono guai per te e la tua famiglia» gli suggeriscono i banditi. Alla stazione Anagnina della linea A il poveretto, in stato confusionale, chiede aiuto. Lo soccorrono prima alcuni viaggiatori, poi le guardie giurate in servizio al Tuscolano. Trasportato in ospedale e medicato, l’uomo torna a casa e decide di denunciare i suoi carcerieri che, su ordine del Gip di Velletri, vengono arrestati.