Sequestrato l'ospedale di Melito Porto Salvo

Blitz dei Nas di Reggio Calabria: gravi carenze
igienico-strutturali. Denunciati sette dirigenti. Serra: "Roba da terzo mondo"

Reggio Calabria - Ennesimo caso di malasanità in Calabria dove i carabinieri del Nas di Reggio Calabria hanno sequestrato l’ospedale "Tiberio Evoli" di Melito Porto Salvo. Il provvedimento è stato motivato dalle gravi carenze igienico-strutturali riscontrate nell’ospedale tali, secondo quanto riferiscono i carabinieri, da creare condizioni di pericolo per l’incolumità dei lavoratori e degli utenti.

Il provvedimento di sequestro Il provvedimento riguarda gli immobili che ospitano le unità di anatomia patologica, il pronto soccorso e l’intera area dove sono dislocati gli uffici amministrativi, la direzione sanitaria, gli ambulatori e l’unità di dialisi. I locali sequestrati saranno affidati in custodia al direttore sanitario con un tempo di 30 giorni dalla notifica per il trasferimento dei ricoverati e ulteriori 30 giorni, con accesso limitato solo per la messa in sicurezza degli ambienti, per l’adeguamento delle strutture alla normativa in vigore. Il sequestro, secondo quanto reso noto dal comando del Nas, è stato eseguito su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. Il provvedimento è scaturito dai controlli eseguiti dallo stesso Nucleo antisofisticazioni dell’Arma nello scorso gennaio nel corso dei quali "sono state accertate - si evidenzia in un comunicato - gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, tali da creare condizioni di pericolo per l’incolumità dei lavoratori e degli utenti".

Il rapporto della procura Nel rapporto presentato alla procura di Reggio Calabria i Nas parlano di oltre quaranta violazioni per le quali sono state denunciate sette dirigenti dell’ex azienda sanitaria locale. Tra le tante anomalie i carabinieri hanno notato, nel reparto dove avvengono le dialisi, che un contenitore con all’interno i ferri sanitari si trova a pochissima distanza dal sacchetto utilizzato per l’immondizia. E poi, sempre nello stesso reparto, c’è la muffa sia dietro le apparecchiature sia dietro i letti dei pazienti. A Melito Porto Salvo si era recato anche l’assessore regionale alla sanità della Calabria, Vincenzo Spaziante. "Ho trovato una situazione indecorosa - aveva detto - sia sul piano dello stato dell’ospedale e sul piano dell’inerzia perchè nessuno ha fatto nulla da anni. Questa situazione non è nata ieri, è una situazione che per crearla ci sono voluti molti e molti anni".

Serra: "Roba da terzo mondo" "Roba da terzo mondo con tutto il rispetto per il terzo mondo", aveva commentato il prefetto Achille Serra, presidente della Commissione per la verifica della qualità dell’assistenza sanitaria in Calabria, dopo la visita compiuta lo scorso 30 gennaio nell’ospedale civile di Melito Porto Salvo. A seguito dell’attività ispettiva avviata sin dal gennaio dell’anno scorso dai carabinieri del Nas, il "Tiberio Evoli" doveva essere addirittura chiuso a causa delle precarie condizioni igieniche e sanitarie e per via anche delle numerose violazioni delle norme di sicurezza.