La sera si balla a piedi nudi in città la spiaggia è nei locali

Musica caraibica e profumo di cocco: a Milano l’aria di mare conquista pub e discoteche

Tutto è cominciato a Parigi qualche anno fa con la celebre «Paris plage», tre chilometri di sabbia lungo la Senna per tre milioni di persone a stagione. Da lì il fenomeno delle spiagge in città si è esteso all’intera Europa con un boom di affluenza dei cittadini che non potevano concedersi una vacanza «vera», obbligati a cercare sole e refrigerio all’interno delle metropoli.
Ne sono state allestite moltissime negli anni passati, a Milano all’Arco della Pace o a Roma sotto Castel Sant’Angelo, ma la moda dell’ombrellone tra i palazzi sembra essersi un po’ sgonfiata per lasciare spazio a un nuovo trend. Oggi la spiaggia si vive di sera, dall’aperitivo fino a tarda notte: luoghi di incontro in cui si cerca di imitare le feste che quotidianamente si svolgono lungo i litorali riminesi. Sabbia fresca, musica e profumo di cocco che a chiudere gli occhi sembra quasi di stare dall’altra parte del mondo. Location, caratterizzate da grandi spazi da vivere in completa libertà dove si balla scalzi con i piedi immersi nella rena circondati da ombrelloni di paglia e laghetti artificiali. Alberi di cocco e banani, ampi lettoni o amache al posto dei soliti divani per ricreare un’atmosfera suggestiva e vacanziera. Costumi coloratissimi e collane di fiori sono d’obbligo per chi ricerca questo tipo di divertimento. Locali di questo genere stanno riscuotendo un grande successo a Milano e nell’hinterland. I più famosi sono l’«Ondanomala», il «Papaya Beach Club» o il «Beach Solaire» a Milano, il «Cafè Cortèz» di Legnano e il neonato «Hype» di Saronno, ma in zona Navigli molte «spiagge serali» vengono allestite appositamente durante il periodo estivo. Ce n’è per tutti i gusti, dalla musica latinoamericana ai balli di gruppo, techno, revival o commerciale.
«Abbiamo diverse sale tematiche, quella indonesiana o quella araba per esempio, e serate dedicate a eventi sempre diversi - spiega Nacky dell’«Ondanomala» - per questo la clientela è molto variegata, ma allo stesso tempo affezionata perché nello stesso locale può trovare stimoli ogni volta diversi». Ci sono serate brasiliane, western, anni Sessanta in cui ognuno può trovare la musica e il tipo di animazione che preferisce: ballerini in costume, gag e suggestione continua. Da bere cocktail tropicali serviti in particolari caraffoni giganti «formato compagnia», da sorseggiare con gli amici grazie a lunghissime cannucce. Giusto per sentirsi più uniti. In alternativa, ci sono i singoli cocktail, tanto classici nella porzione quanto innovativi nel sapore, visto che ogni settimana ne vengono creati sempre di diversi.
Conoscere gente nuova con un Margarita o un Jamaica Juleps tra le mani, scatenarsi su un ritmo tribale, divertirsi con gli spettacoli offerti è ciò che si può fare in questi suggestivi luoghi d’incontro e se l’atmosfera dovesse riscaldarsi un po’ troppo si può concludere la serata con un bel tuffo in piscina. Paradisi nella geografia del lavoro, ore strappate all’inattività domestica del dopocena. Sarà tutto artificiale e inventato, ma quale fuga non lo è?