Serafim Murav’ëv

Questo russo nacque nel 1866 nel villaggio di Vachromeev, governatorato di Jaroslavl’. Si chiamava Vasilij e i suoi erano contadini. Trovò impiego a Pietroburgo come commesso e nel 1890 prese moglie. Due anni dopo provò a mettersi in proprio, aprendo un’attività di compravendita di pellicce. A tale scopo si iscrisse alla Scuola Superiore di Commercio e nel 1897 ne conseguì il diploma. L’azienda cominciò a navigare a gonfie vele; Vasilij e la moglie, entrambi profondamente credenti, si dividevano tra il lavoro e la beneficenza. Ma venne il golpe bolscevico del 1917 e l’avvento del comunismo. La ditta dei coniugi Murav’ëv andò a ramengo e i due, cogliendo in questo un segno del destino, decisero di separarsi per servire Dio come monaci. Nel 1920 lui prese i voti monastici alla Lavra di Sant’Aleksandr Nevskij col nome di Varnava. L’anno seguente venne ordinato sacerdote. Nel 1926 si fece monaco «di stretta osservanza», secondo l’uso russo, e ne assunse il relativo abito col nome di Serafim, diventando il direttore spirituale del monastero. Ogni giorno molta gente veniva a confessarsi da lui, sia monaci che laici. Serafim divenne direttore spirituale di molte persone anche lontane, che seguiva epistolarmente sostenendone la fede in quegli anni difficili. Verso il 1930 il suo monastero fu chiuso d'autorità e il padre Serafim dovette spostarsi a Vyrica, nella regione di Leningrado. Aveva il dono della profezia, e gente di ogni ceto si recava da lui a cercare consiglio. Morì nel 1949. Sulla sua tomba, meta di pellegrinaggi clandestini, si verificarono guarigioni miracolose.