Serafim Samojlovic

Si chiamava Semën Samojlovic ed era nato nel 1882 a Mirgorod, in Ucraina. Dopo avere studiato nel seminario di Poltava partì per fare l'insegnante in Alaska, a quel tempo ancora russa. Nel 1905 prese i voti monastici col nome religioso di Serafim e venne ordinato sacerdote. Fino al 1908 operò come missionario nelle regioni del Nordamerica. Poi, tornato in patria, fu superiore (archimandrita) nel monastero di Tolga, in diocesi di Jaroslav'. Nel 1915 venne eletto priore del monastero detto dell'Intercessione a Uglic. Cinque anni dopo fu consacrato vescovo di Uglic, la cui carica ne faceva anche il vicario della diocesi di Jaroslav'. Nel 1922 i bolscevichi lo arrestarono, tenendolo in carcere due anni. Nel 1924, fatto arcivescovo, Serafim divenne il braccio destro del metropolita Agafangel Preobraženskij (poi santo), di cui fu vicario. Nel 1928 ambedue presero le distanze dalla politica, conciliante verso il regime, del metropolita Sergij Stragorodskij, il quale rispose sospendendo a divinis Serafim. Questi in una lettera pastorale spiegò le sue ragioni, ma venne arrestato e mandato nel famigerato gulag delle isole Solovki, l'«inferno bianco». Nel 1932 venne confinato ad Archangel'sk e, due anni dopo, ancora arrestato e deportato in Siberia, nel gulag di Siblag. Ma, poiché si ostinava a esercitare il suo ministero nella «chiesa delle catacombe», nel 1937 venne condannato a morte e fucilato. Secondo quanto riferisce Il'ja Semenenko-Basin nel suo libro Eternamente fiorisce (La Casa di Matriona), l'arcivescovo martire Serafim Samojlovic è stato canonizzato nel 2000.