Una serata diversa con i Franz Ferdinand

I quattro scozzesi hanno ricevuto i complimenti anche dagli U2

Luca Testoni

Tre milioni di copie vendute del primo (omonimo) disco dell'inizio 2004, dopo aver messo d'accordo critica specializzata e pubblico (soprattutto giovani e giovanissimi) e aver fatto ballare ogni «indie disco» degna di questo nome (Take me out, il singolo - dall'incedere sorprendente, quasi fossero due canzoni in una - è tra i più riusciti degli ultimi anni!). Oltre 250 concerti in un anno, da una parte e dall'altra dell'Atlantico, quasi sempre sold out. E, in più, i complimenti degli U2, pronti a pronosticare un futuro da campionissimi del pop-rock mondiale.
Roba da perdere la testa. Ma non è il caso dei Franz Ferdinand, i quattro scozzesi di Glasgow capitanati dall'esile e acuto cantante-chitarrista Alex Kapranos, origini greche, una laurea in inglese, ma pure un diploma in catering e un passato da aiuto chef (e, infatti, tiene ogni settimana una rubrica nella sezione «Food» del Guardian - le traduzioni sono pubblicate su Internazionale -, nella quale racconta le avventure gastronomiche in giro per il mondo quando è in tour).
La scorsa primavera, i boys rivelazione del 2004 - età compresa tra i 24 e i 30 anni -, hanno affittato un cottage nella campagna scozzese, si sono messi di buzzo buono e se ne sono usciti coi brani del nuovo album You could have it so much better: tredici canzoni, tutte potenziali hit. Canzoni semplici, ma non per questo convenzionali. Dirette ed essenziali. Tra chitarre frizzanti, sonorità pseudo-disco, frequenti cambi di tempo, ritmi tesi, ritornelli contagiosi e testi tutt'altro che banali. Il tutto dettato da un malcelato desiderio di distinguersi dalla deplorevole omologazione di cui soffrono tanti colleghi loro coetanei, troppo spesso dediti a inutili riciclaggi di un passato musicale più o meno recente. Davvero niente male il risultato ottenuto da Kapranos e soci (l'altro chitarrista Nicholas McCarthy, il bassista Robert Hardy e il batterista Paul Thomson), che citano tra le proprie fonti di ispirazione Gang Of Four, Fall e Buzzcocks (e, cioè, quella scena post-punk inglese anni Ottanta, a onore del vero mai troppo di moda dalle nostre parti), ma anche Talking Heads, Bowie e Beatles.
Insomma, c'azzeccano sempre (o quasi): sia che vogliano scatenare le danze (come nel caso del nuovo singolo Do you want to), nelle ballate (la beatlesiana) come nelle accelerazioni rock (You could have it so much better).
Ora è venuto di nuovo il momento dell'esibizione live, il pezzo forte dei Franz Ferdinand: questa sera (supporter l'interessante quartetto rock londinese The Rakes) concerto milanese al MazdaPalace di Lampugnano (ore 21, ingresso 25 euro), con repliche domani a Firenze e dopodomani a Bologna.
Gustosa anteprima, l'incontro con i fan alle 13.30 alla Feltrinelli Libri e Musica di piazza Piemonte 2.