La serata di gloria del «generone»: salotti e talk show

RomaPer una notte, non conta da che parte stai. Serve presenziare, commentare, pronosticare, apparire. Per una notte così tanto vippaiola, non importa (o quasi) se simpatizzi per i repubblicani o i democratici Usa. E chi se ne frega se il Pd incrocia le dita più di tutti per Barack, «pupillo» del segretario Walter. Pronto a cantar vittoria, magari ben prima dell'alba, zampettando sorridente sul piccolo schermo, fremente per un nuovo sogno «kennedyano» lì a due passi. Per la notte americana de noantri, il «must» è esserci. Avere in tasca l'invito giusto, il talloncino introvabile (meglio se più d'uno, è gradito il dono dell'ubiquità). Con al proprio fianco la telecamera di turno.
Ma tant'è. Il Palazzo è diviso, com'è ovvio che sia. Tra chi sogna Obama (la maggioranza degli onorevoli tifa per lui, compresa una piccola fetta di Pdl) o John McCain alla Casa Bianca. Ma alla fine, l'obiettivo bipartisan è dire «presente». Deputati, senatori, sottosegretari, ministri. Tutti a banchettare, tampinati dai cronisti che rubano ogni segnale di gioia o dolore (si fa per dire), e a passare da un salotto tv all'altro, grazie a un palinsesto quasi monotematico. Tutti in pista, nella «maratona» a stelle e strisce. Per buona pace di chi, per snobismo o sfiga, in pigiama fa zapping tra Vespa e Mentana.
In molti s'affacciano alla serata bipartisan della Fondazione Italia-Usa, allo Spazio Etoile, in piazza San Lorenzo in Lucina (tra gli invitati, Fabrizio Cicchitto, Sandro Bondi, Andrea Ronchi, ma anche Dario Franceschini, Franco Bassanini, Nicola Rossi). Dove il menù è a metà strada (orecchiette alle zucchine, pollo alla Buffalo Bill, da innaffiare con la Bud, birra preferita da McCain) e alle signore viene donato un ciondolo d'argento (in edizione limitata). E c'è chi fa parte dei mille invitati all'happening dell'ambasciata americana, all'Hotel Excelsior, alla presenza del «padrone di casa», Ronald Spogli, (si sgranocchiano sandwich e burritos).
Ma in chiave Obama, naturalmente, è in casa Pd che si respira un'attesa «partecipata». Ed è quasi al completo il partito di Veltroni che, dopo aver guardato Roma-Chelsea, in attesa di festeggiare (exit-poll permettendo) e inondare i tg di commenti, si presenta al Tempio di Adriano, a due passi da Montecitorio. Dove si viene accolti da una doppia gigantografia del candidato di famiglia e si degusta cibo rigorosamente Usa: pattine e ali di pollo fritte, muffin, Coca cola. Ci sarà pure Massimo D'Alema, che prima deve tenere a battesimo la sua «red», la tv di Italianieuropei, che avvia le trasmissioni, presenziando al party organizzato al Caffè letterario di via Ostiense. Ci sarà pure Francesco Rutelli, che gioca d'anticipo e auspica uno «strepitoso miracolo» già in prima serata, a Ballarò. Fa il maratoneta Franco Frattini, diviso tra affetti e politica. E così, prima di aprire il «fuoco mediatico», passando da Matrix a Porta a porta, il ministro degli Esteri festeggia il compleanno della compagna, Chantal Sciuto (ricevimento a Palazzo Orsini). E il Cavaliere? Be', solita passeggiatina serale, ma bocca cucita sul voto. Dritto a Palazzo Grazioli, in attesa del verdetto.