Serata particolare sabato con i Toto di Steve Lukather

Trenta milioni di dischi in trent’anni: un primato anche per i rocker che arrivano con la voce «storica»

Antonio Lodetti

Il rock politicamente corretto, quello che coniuga vigore ritmico e melodie cantabili, ruvidità e raffinatezza; al confine dove s’incrociano l’energia rockettara, ventisette anni di carrierea e oltre trenta milioni di dischi venduti stanno gli irriducibili Toto, che sabato suonano al Mazda Palace (biglietti esauriti da tempo), presentando tra l’altro i brani del nuovo cd Falling In Between.
Steve Lukather, Mike Porcaro e company, ex sessionmen di lusso (hanno prestato i loro strumenti ad artisti come Springsteen) sono pronti per riproporre Hold the Line, Africa, Rosanna, Caught In the Balance - trionfi commerciali in tutto il mondo - più i brani del nuovo cd Falling In Between.
La vecchia guardia non muore mai.
«La nostra missione è quella di tenere vivo il rock, o meglio la musica che a noi piace. Siamo fedeli alla linea, non suoniamo una nota che non venga dalla nostra anima per questo abbiamo una enorme comunità di fedelissimi fan in tutto il mondo».
Il vostro stile, fatto di un accattivante miscuglio tra rock e melodie pop, pesca in una enorme fascia di pubblico.
«Non so come definire il nostro stile, so che scriviamo belle canzoni che la gente ricorda e vuole ancora riascoltare dopo tanti anni».
Un concerto quindi a base di classici?
«Abbiamo un repertorio enorme e vogliamo accontentare le richieste dei fan. Non possiamo deluderli saltando brani come Hold the Line, e faremo anche cinque pezzi dal nuovo album. Però per eseguire il maggior numero di brani possibili nelle due ore di concerto, proporremo dei nuovi medley, con tante canzoni legate tra loro e molte sorprese».
Non siete stanchi di stare sempre in tournée e sul palcoscenico?
«I Toto non sarebbero ciò che sono senza i concerti. Quando stiamo a casa dopo una settimana ci annoiamo, quello sì è faticoso. Quando saremo stanchi o fuori forma non ci vedrete più».
Anche voi avete passato le vostre crisi, la morte di Jeff Porcaro, fratello di Mike...
«Il rock, la voglia di superare le cose peggiori condividendole con gli altri attraverso la musica ci hanno fatto superare le prove peggiori».
Soddisfatti del nuovo album?
«Assolutamente sì. In passato ci hanno accusato di cercare il successo ad ogni costo; non è vero ma a maggior ragione ora siamo liberi da ogni condizionamento. Suoniamo per il piacere di creare e il disco è il documento fedele del nostro amore per il rock duro e aggressivo ma con stile».
Cosa pensate dei nuovi gruppi e del nuovo rock?
«Il nuovo rock non esiste, esiste solo il buon vecchio rock and roll fatto da ragazzi giovani. C’è un continuo passaggio del testimone tra coloro che sanno cos’è la buona musica. Le case discografiche inventano continuamente nuovi stili ma in realtà il vero rock ha sempre le stesse radici».
Steve Lukather ha anche un suo gruppo: continuerete insieme o farete ancora anche i sessionmen?
«Siamo fortunati ad aver impegnato tutte le nostre energie nei Toto. A Los Angeles, a New York, non esistono più i grandi studi di registrazione e molti sessionmen fanno la fame. Oramai suoniamo solo per noi stessi e per i fan. La fine dei Toto è ancora lontanissima».