Serbia in allarme: il Kosovo dichiara l'indipendenza il 17

Lo ha annunciato Samardzic, il ministro di Belgrado per la provincia amministrata dall'Onu: "Non ci faremo scippare il 15% del nostro territorio". Il premier kosovaro Tachi: "Ci riconosceranno 100 Stati". Le Nazioni Unite sono pronte ad abbandonare la regione 

Belgardo - Il Kosovo dichiarerà l’indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio. Lo ha affermato il ministro serbo per la provincia amministrata dall’Onu, Slobodan Samardzic, esponente dell’ala dura del governo e fedelissimo del premier nazional-conservatore Vojislav Kostunica. In un comunicato, afferma che "il governo della Serbia dispone di rilevanti informazioni", secondo le quali "le autorità kosovare dichiareranno illegalmente l’indipendenza del Kosovo domenica 17 febbraio". Samardzic non ha fornito alcun dettaglio sulla provenienza delle informazioni diffuse alla stampa. Samardzic ha quindi ribadito la posizione di Kostunica, impegnato su questo punto in un braccio di ferro con il presidente serbo, l’europeista Boris Tadic, contro la firma dell’accordo politico offerto alla Serbia da Bruxelles. 

Strategia serba "L’Ue sta cercando ad ogni costo di far sottoscrivere alla Serbia un qualsiasi accordo prima del 17, perché in questo modo la firma della Serbia sarebbe interpretata come un’accettazione dell’indipendenza del Kosovo" ha detto Samardzic, ripetendo tuttavia che "Kostunica non accetterà mai", neppure indirettamente, "lo scippo del 15 per cento del territorio serbo, la creazione di uno finto Stato e la violazione della Carta dell’Onu e della risoluzione 1244". Fonti interne al governo kosovaro avevano annunciato fin da ieri l’intenzione di proclamare l’indipendenza della provincia entro il 17 febbraio. Un evento per il quale a Pristina si preparano già i festeggiamenti e che, secondo dichiarazioni rilasciate oggi dal premier kosovaro Thaci, dovrebbe essere accolta dal riconoscimento diplomatico sicuro "di 100 Stati".

L'Onu pronta a evacuare La missione delle Nazioni Unite in Kosovo (Unmik), che amministra il territorio dal 1999, sta approntando un piano d’evacuazione del personale internazionale nel caso la prossima proclamazione dell’indipendenza della provincia dalla Serbia scateni episodi di violenza e gravi incidenti, ha scritto oggi il giornale albanese kosovaro Koha Ditore. Il quotidiano, solitamente bene informato sulle attività dell’Unmik, scrive di aver visionato un documento di 72 pagine che descrive nei dettagli "l’evacuazione degli impiegati dell’Unmik e di altre 15 agenzie internazionali" attualmente operanti sul territorio. "Sicuramente abbiamo i nostri piani d’emergenza" ha dichiarato il portavoce dell’Unmik Alexander Ivanko senza confermare le informazioni pubblicate da Koha Ditore. Secondo il giornale, il piano d’evacuazione prevede cinque fasi delle quali le ultime due denominate "rossa" e "rossa2", che prevedono il trasferimento del personale essenziale e del capo dell’Unmik Joachim Ruecker al quartier generale delle forze Nato (Kfor) poco lontano da Pristina. L’Unmik ha 500 impiegati internazionali e 2000 locali.