La Serbia: "E' un falso stato". La Russia: "Onu e Nato annullino l'indipendenza"

Il primo ministro serbo Vojislav Kostunica ha duramente condannato la
proclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo, definendolo "un
falso stato", e accusando gli Stati Uniti per il loro appoggio agli
indipendentisti. La Russia si schiera con Belgrado e chiede che l'Onu e la Nato annullino l'indipendenza

Belgrado - La proclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo questo pomeriggio al parlamento di Pristina ha suscitato l'ira della dirigenza serba che ha parlato di "atto illegale" e "falso stato", e che ha stigmatizzato l'appoggio americano agli indipendentisti accusando gli Usa di "violare l'ordinamento internazionale". "La Serbia non riconoscerà mai l'indipendenza del Kosovo", ha detto il presidente Boris Tadic in un comunicato diffuso proprio mentre il parlamento a Pristina votava l'indipendenza della provincia a maggioranza di popolazione albanese. "Lo stato serbo - ha aggiunto il presidente - farà tutto il possibile per annullare questa indipendenza proclamata illegalmente".

Tadic: niente violenza Tadic ha tuttavia sottolineato la volontà di Belgrado di reagire allo strappo di Pristina "in tutti i modi pacifici, diplomatici e legali". Belgrado, ha detto, "non farà ricorso alla violenza, ma affronterà la situazione in modo pacifico e civile, perché solo così possiamo continuare la nostra lotta legittima per preservare l'integrità del paese". Nel pomeriggio Tadic ha inviato al segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon una lettera in cui chiede di annullare "l'atto illegale" di indipendenza e di rispettare la risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza che prevede il rispetto dell'integrità territoriale della Serbia e una soluzione della crisi politica e concordata da ambo le parti.

Kostunica: falso stato Toni duri con la dirigenza di Pristina ha usato anche il premier serbo Vojislav Kostunica, che ha definito il Kosovo indipendente un "falso stato". Parlando alla tv di Belgrado pochi minuti dopo l'atto di indipendenza al parlamento kosovaro, il capo del governo serbo ha duramente attaccato gli Stati Uniti che - ha detto - con il loro appoggio agli indipendentisti si mostrano disponibili a "violare l'ordinamento internazionale per i loro interessi militari". "La Serbia - ha affermato Kostunica scuro in volto - non riconoscerà mai questo falso stato sul suo territorio". Kostunica ha al tempo stesso puntato il dito anche contro l'Unione europea che - ha detto - ha seguito gli Stati Uniti "in modo umiliante". Dal canto suo, il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic ha detto che Belgrado intende chiedere una riunione urgente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), e che nel caso del riconoscimento d'indipendenza del Kosovo da parte di un paese membro la Serbia intende richiamare immediatamente per consultazioni il proprio ambasciatore in tale paese. Anche il sinodo della Chiesa ortodossa serba, riunitosi a Belgrado in seduta straordinaria, ha chiesto al consiglio di sicurezza dell'Onu di "difendere i diritti umani e religiosi" violati in Serbia e di "proteggere l'integrità territoriale della Serbia" poiché "ogni altra soluzione può avere a lungo termine serie conseguenze per i Balcani e per tutta l'Europa".

Protesa davanti all'ambasciata Usa Alcune centinaia di persone - compresi numerosi tifosi di Partizan e Stella Rossa, due club per tradizione avversari accaniti - hanno inscenato una manifestazione di protesta contro l'indipendenza davanti all'ambasciata americana a Belgrado, mentre altre centinaia di serbi si sono radunati a Kosovska Mitrovica sul ponte lungo il fiume Ibar che divide la città in una parte nord, controllata dai serbi, e sud abitata dagli albanesi. Finora non si sono registrati incidenti.

Mosca si schiera con Belgrado: l'Onu e la Nato dicano no La Russia "sostiene in pieno le reazioni della dirigenza serba sugli avvenimenti in Kosovo", si legge in un comunicato del ministero degli esteri trasmesso dall'agenzia Itar-Tass, e "si associa alla giusta rivendicazione di ristabilire l'integrità territoriale del paese". L'autoproclamata indipendenza di Pristina, sostiene il comunicato "viola la sovranità della Repubblica serba, lo statuto dell'Onu, la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, i principi della carta di Helsinki, il quadro costituzionale del Kosovo e gli accordi del gruppo di contatto", che comprende Russia, Usa, Italia, Germania. Francia e Gran Bretagna.
La Russia chiede all'Onu e alla Nato un'azione"Immediata" per fare annullare la proclamazione di indipendenza del Kosovo. Lo si legge in un comunicato del ministero degli affari esteri russo. La Russia "si aspetta che la missione dell'Onu in Kosovo e le forze Nato per la provincia applichino immediatamente il loro mandato, dato dal Consiglio di sicurezza, compreso l'annullamento delle decisioni degli organi locali di Pristina, contro i quali chiediamo dure misure amministrative"