Serbia, operai senza paga minacciano: «Siamo pronti a tagliarci le dita»

Rischio chiusura per una fabbrica tessile di Novi Pazar a causa della crisi. Il leader locale del sindacato Zoran Bulatovic si è già amputato un dito della mano sinistra per protestare contro il mancato pagamento dei salari. «Ecco cosa ci resta da mangiare».

Gli operai di una fabbrica tessile in crisi di Novi Pazar, nella Serbia sudoccidentale, sono pronti a tagliarsi ogni giorno a turno un dito, se non verrà corrisposto loro il salario che non ricevono ormai da anni. La minaccia, riferisce oggi il quotidiano «Blic», è stata fatta da Zoran Bulatovic, il leader locale del sindacato dei tessili, che già ieri - in una azione dimostrativa e raccapricciante - si era amputato un dito della mano sinistra per protestare contro il mancato pagamento dei salari. «Ecco cosa ci resta da mangiare», aveva detto Bulatovic mostrando il frammento del dito amputato, facendo il gesto di mangiarselo. Da quattro giorni Bulatovic, e con lui alcune centinaia di altri operai della fabbrica tessile «Rashka», hanno cominciato uno sciopero della fame per chiedere una soluzione alla loro vicenda, che si protrae ormai da vari anni. La vicenda trova ampio spazio sui media nazionali serbi.