La Seredova perde da Frate indovino

La fidanzata di Buffon ospite del salotto della Domenica Sportiva ma il suo calendario ha venduto meno di quello di Padre Mariangelo

Alena Seredova. Il pezzo più pregiato mai importato dalla Repubblica Ceca. Celebre per un calendario, peraltro venduto meno di quello di Frate Indovino. Non si sa quale mese abbia colpito i responsabili di Raidue, fatto sta che siede nel salotto buono della Domenica Sportiva. Di calcio non sa quasi nulla, quindi sarebbe perfetta per Controcampo o per il Processo biscardiano. Ma con la minigonna ascellare e lo sconvolgente décolleté potrebbe sostenere che Valentino Rossi è il capitano della Juve, nessuno se ne accorgerebbe. Voto: 8
Simona Ventura. Sexy, simpatica, spiritosa ha il vantaggio di appoggiarsi a una spalla fenomenale: Gene Gnocchi. A parte l’ossessione per i relitti dell’Isola dei famosi, dovrebbe documentarsi sulle band che rallegrano Quelli che aspettano, invece sbircia il gobbo manco fosse appena planata da Marte. Si ricordi di non dire a tutti: «Il vostro ultimo cd è il mio preferito». Forse vuole entrare in politica. Voto: 7
Elisa Triani. Una valletta per pochi intimi, visto che si materializza nella trascurata Domenica Stadio di Italia 1. Peccato, perché l’ex letterina di Passaparola ha un sorriso, e non solo, che conquista. In effetti la trasmissione condotta con classe da Mino Taveri manca di mordente: le interviste a caldo del dopopartita fanno rimpiangere, ed è tutto dire, le punzecchiature di Enrico Varriale, che fino allo scorso campionato guidava l’analogo Stadio Sprint di Raidue. La bella Elisa legge i risultati e fa perfino qualche domanda, così dolce che al confronto quelle di Bruno Vespa a Porta a Porta sembrano missili terra-aria. Voto: 6
Giampiero Galeazzi&Gianni Cerqueti. Lo smisurato Bisteccone immerso in una trippa senza confini ha perduto da tempo l’antica linea di canottiere ma non lo spiritaccio caustico. Oltre alle calorie in eccesso ingurgita anche le parole sicché spesso si può soltanto intuire quel che tuona dallo studio del canale satellitare 808 a corollario delle partite di serie B. In compenso, il suo partner dai campi, l’ex telecronista della Nazionale, inviato a raccontare la partita principale scandisce alla perfezione ogni sillaba. Anche se, preso da incomprensibile enfasi, confonde un calcio d’angolo di Crotone-Albinoleffe con un rigore della finale mondiale. Voto: 5
Ciccio Graziani. Da campione del mondo in Spagna ad allenatore del Cervia è recordman universale del salto all’indietro. Protagonista di uno dei programmi meno visti della storia, sembra il clone di Emilio Fede, da cui ha imparato la sottile arte delle finte arrabbiature, con personale aggiunta di parolacce, che hanno per traguardo la striscia serale di Blob. Un dubbio: gli occhialoni muliebri che indossa nelle assidue ospitate a Controcampo li ha rubati a Platinette? Voto: 4
Patrizia Hnatek. La sdolcinata signorina dal cognome impronunciabile è la nuova valletta di Massimo De Luca a Pressing Champions League. Incredibilmente è riuscita nella clamorosa impresa di far rimpiangere Alessia Fabiani, che sbagliava nove nomi di ospiti su dieci ma per il resto della trasmissione mostrava il meglio di sé vestita ai minimi termini seduta sul trespolo senza profferir verbo. La new entry si dilunga in complimenti affettati dando l’impressione di essere pagata a smorfia. Dopo tre mesi dovrebbe quindi aver messo via un bel gruzzolo. Voto: 3
Mauro Suma. Alfiere del tifoso camuffato da esperto, appare sulle antenne minori dove si blatera senza tregua di calcio, salvo le misericordiose parentesi pubblicitarie. A differenza dei più popolari colleghi Elio Corno e Tiziano Crudeli, finti ultrà capaci anche di prendersi in giro da soli, il direttore di Milan Channel non sorride nemmeno su ricetta medica, spara a raffica sentenze e si offende se qualcuno osa contraddirlo. Senza volerlo è uno dei più grandi comici della storia televisiva. Voto: 2