Serenamente



Con un corto spadino tagliacarte
e pazienza infinita, lentamente
apro buste, sistemo conti e carte,
attendendo con fermezza il niente.

So che non chiamerà, che la sua assenza
troverà mille forme per imporsi.



E più si annuncerà, più sarà il senza
la parola in cui lei verrà a disporsi.

Fermamente adempio alla funzione
di guardiano del nulla che mi spetta.
Attendo all’assegnata mia espiazione.
Non un fatto accadrà. Ma non ho fretta.