Il «sergente di ferro» Simeone fa tornare grande l’Estudiantes

La squadra allenata dal Cholo, grazie anche all’apporto di Veron in regia, batte il Boca nello spareggio. «Tornerò in Italia per allenare la Lazio»

Diego Simeone un giorno prese José Luis Caminero e gli diede tante di quelle botte che il bello del calcio spagnolo praticamente smise di giocare. Storie di femmine non di calcio, anche se lui risolve tutto allo stesso modo, anche quando siede su una panchina. Juan Sebastian Veron, invece, adesso sta addirittura pensando di tornare in Nazionale, dopo averne celebrato l’addio all’indomani del disastroso mondiale del 2002. Il Cholo e la Brujita hanno riportato lo scudetto sulle maglie biancorosse dell’Estudiantes dopo 23 anni dall’ultimo successo, vincendo il torneo di apertura argentino in finale per 2-1 contro gli xeneises del Boca Juniors, mica spiccioli. Per loro stessa ammissione hanno compiuto un miracolo e il povero Ricardo La Volpe, titolare della panchina del Boca, in preda all’amarezza e allo sconforto più duro ha deciso di autoesonerarsi. È stata proprio tutta una beffa, perché l’Estudiantes gioca le sue partite nel Jorge Luis Hirschi da 23mila posti, ma quando deve fare le cose sul serio chiede in prestito la Bombonera, il campo del Boca.
Simeone passa per un sergente di ferro pronto a prendere per le orecchie un compagno di squadra che si rifiuta di vedere la videocassetta dei prossimi avversari, tipo Passarella ma molto più duro. Sceglie il film e neanche fosse Stanley Kubrick in Arancia meccanica, mette tutti davanti allo schermo. Prima della sfida con il Gymnasia scelse Ogni maledetta domenica e guai a fiatare. Ma i suoi sistemi militari hanno funzionato: «Le finali non si giocano - ha detto ai suoi prima di affrontare il Boca -. Si vincono».
Arrivato a La Plata, poco più di 50 chilometri da Baires, ha creato subito un clima da supersfida che ha colto nell’animo ogni tifoso, perfino quel poliziotto che al terzo gol di Comingues sul campo del Lanus ha deciso di spogliarsi della divisa per sfidare l’intero stadio avversario.
El Cholo e la Brujita hanno una serie di caratteristiche in comune, una su tutte il loro straordinario amore verso i calciatori brasiliani. Quando, dopo aver vinto il titolo, alcuni cronisti hanno ricordato loro di essere due ex interisti, a Simeone e Veron sono venuti in mente prima Ronaldo e poi Adriano. E Simeone ha aggiunto: «Questa vittoria è il frutto delle mie stagioni laziali. Con Veron ho ricordato a tutti i giocatori quell’incredibile scudetto conquistato con Eriksson e vinto sulla Juventus. Adesso mi godo questo titolo ma so già che prima o poi tornerò ad allenare in Europa e sono convinto che prima o poi mi vedrete sulla panchina della Lazio». Il 6 dicembre 2005 aveva annunciato il suo ritiro dal Racing di Avellaneda, invece lo ha allenato per un breve periodo e il 19 maggio 2006 era sulla panchina del Estudiantes a soli 36 anni.