«Serginho alla Roberto Carlos»

Seedorf: «A Natale saremo in testa». Cosmi adesso rischia: è pronto Zeman

Jacopo Casoni

da Milano

La cinquina all'Udinese ha soddisfatto tutti: «È stata la nostra miglior partita - commenta Ancelotti -, anche dal punto di vista estetico. Credo sia difficile fare meglio di così». Poi, pungolato sulla scelta di affidarsi a Sheva, anche se in panchina, ed escludere Vieri, l'allenatore taglia corto. «Se ho deciso di convocare Shevchenko è perché poteva giocare». Poi, parlando di Serginho devastante alla Roberto Carlos, si prende i complimenti per la crescita esponenziale del brasiliano. Poi ammette: «È stata un’idea di Berlusconi». Evidentemente un’idea vincente.
Ieri è stato un Milan alla brasiliana, con Serginho e Kakà. «Mi sono adattato al ruolo di terzino? Non proprio - scherza -. Non è una posizione che sento mia, ma devo dire che continuo a crescere, partita dopo partita». Poi, chiude le porte a un eventuale ritorno in nazionale: «Vado dove mi sento bene e, purtroppo, nella Seleçao non è così».
Kakà parla pure di Adriano. «Ci siamo divertiti. Siamo in continua crescita e abbiamo trovato anche il bel gioco. Con il lavoro e la pazienza Adriano tornerà a segnare e a essere l'Imperatore che conosciamo, magari aiutato anche da noi compagni di nazionale».
Stella del pomeriggio è Gilardino, autore dei primi gol davanti al suo nuovo pubblico. «Ci voleva. Dedico le reti ai tifosi, che mi hanno sempre incitato». E Seedorf medita l'aggancio alla Juve e si lascia andare a un auspicio, che sembra un progetto in piena regola: «Speriamo di raggiungerli entro Natale». E per perfezionare la ricetta rossonera, in mezzo a questo sventolare di bandiere verdeoro, non guasta certo un po' di sano pragmatismo olandese.
Dall'altra parte, tutti in silenzio stampa tranne Cosmi, che fotografa la gara con una battuta: «Non è stata una partita, ma una via crucis». E la sua panchina inizia a scricchiolare. Si allunga l’ombra di Zeman.