Il serial killer del Quattrocento tiene il pubblico col fiato sospeso

Sono previsti una cinquantina di spettatori a sera, non di più, per salire sul palcoscenico del Teatro Cargo ad assistere all'ultima produzione, «Sangue», di Laura Sicignano. Tutto studiato perché poche persone siano a stretto contatto con gli attori e con quanto accade sulla scena. Una scena fatta di terra, acqua, vino e pane di cui gli odori arrivano forti al pubblico. Questo per raccontare l'ultima notte di vita de Gilles De Rais, rinchiuso in una cella prima di essere giustiziato per i suoi atroci delitti. Accanto a lui una serva a cui lui ha insegnato un gioco, una sorta di sacra rappresentazione che riporta al passato. Nel delirio di Gilles la serva è Giovanna D'Arco, la ragazza pura inviata da Dio per salvare la Francia, con cui l'assassino vuole confrontarsi alla ricerca della fede. Il testo curato a doppie mani dalla Sicignano con Alessandra Vannucci vuole portare all'attualità un'epoca splendida e feroce, in cui regnava una società materialista e al contempo superstiziosa, mistica e blasfema, una decadenza che ha tanto in comune con il nostro presente. Così in questo raffronto tra due esseri così diversi per indole esce fuori la verità di sempre:difficile trovare il confine tra Male e Bene. Giovanna che non sa cosa sia il male, candida e dura come il diamante nella sua forza di fede, è succube di Gilles, il serial killer del'400, che paradossalmente e in maniera vampiresca è legato a lei. Lo spettacolo della durata di 55 minuti scorre veloce ed intenso, tenendo il pubblico sospeso per il forte impatto emotivo che i bravi attori Roberto Serpi e Simona Fasano sanno trasmettere con recitazione e gestualità carichi di tensione. Suggestiva la scena di Laura Benzi che dell'uso della materia ne fa scenografia integrante e non di complemento. Le luci e le musiche di Enzo Monteverde arriva-no puntuali e incisive sotto l'attenta direzione registica.
Sangue sarà ancora al Cargo stasera, poi sarà in programma al Teatro della Tosse dal 14 al 17 aprile.