Serie C, Aquilotti e Grifone si affronteranno nel derby

Partite calde con lo Spezia e il Ravenna. A Salerno la trasferta più lunga

Paola Balsomini

Linea dura. La Figc non si è mossa di un solo passo. Calendari di serie A e B ma senza il Genoa. Infischiandosene del giudice Alvaro Vigotti che ieri si è preso 72 ore di tempo per decidere. Poi potrebbe aprire un conflitto giurisdizionale ma intanto il campionato di calcio, con i suoi soldi e i suoi conflitti deve cominciare. Il 28, come stabilito perché il prossimo anno ci sono i Mondiali e non si può sgarrare. Il presidente Carraro anche questa volta quindi non si è scomposto per la decisione di un giudice che ha preso a cuore le sorti della squadra della propria città. Così ieri c’è stato spazio soltanto per qualche spicciolo di ottimismo e c’era chi sentenziava: «C’è preoccupazione, a Roma hanno paura». Sarà, ma intanto il consiglio federale è cominciato regolarmente con il presidente della Lega Adriano Galliani piuttosto chiaro: «Come sono brutte le x in un calendario». Già, le x. Esteticamente non sono certo un granché ma sicuramente era la penultima (l’ultima è il giudizio di Vigotti) speranza del Genoa per disputare il prossimo campionato di serie A. X brutte sul calendario e allora l’ottimismo si è affievolito, tanto che già alla fine del consiglio federale, cominciato alle 14 di ieri, si era intuito quale fine avrebbe fatto il Genoa. È stato l’amministratore delegato della Juventus ad annunciare quello che ormai si era già capito: «Calendari al via ma senza incognite». Si sono vanificate così le speranze di serie A del vecchio Grifone. La parola fine ovviamente è stata data da Carraro in persona: «Mi dispiace per il Genoa, una società dalla storia gloriosa. Le regole, però, vanno rispettate. Abbiamo convocato il Consiglio federale per rispettare la decisione del Tar». Proprio il Tar infatti la settimana scorsa aveva accolto il ricorso presentato dalla Lega di serie C contro il blocco dei calendari disposto dal Tribunale Civile di Genova. E a nulla è valsa anche la diffida arrivata ieri mattina dal legale Andrea D’Angelo che aveva intimato lo stop alle compilazioni delle nuove giornate: «La diffida del magistrato di Genova? - ha detto Carraro - Sono cose che si discutono nelle sedi proprie. Certo che la vicenda del Genoa è spiacevole, ma la Figc ha approvato le norme sportive». Comunque alla fine il Treviso e l’Ascoli sono finiti dritti dritti in serie A, alle prese con problemi di formazioni e stadi da rinnovare, mentre il Napoli è rimasto in C e la Reggina in A. Decisioni assunte in poco meno di tre ore dallo stesso Consiglio Federale che, ratificate tutte le decisioni e gli organici di serie A e B, ha cominciato a stilare i calendari in diretta tv a partire dalle ore 19. «Abbiamo agito secondo le norme nazionali e internazionali», ha aggiunto Carraro. «Mi ha chiamato anche il presidente della Fifa, Jospeh Blatter, per accertarsi che venissero applicati i regolamenti». Ci mancava anche Blatter, devono aver pensato i tifosi rossoblù già impensieriti per le sorti del vecchio Grifone. «Come avete visto ci sono le condizioni per fare i calendari - ha detto ancora il presidente della Figc - Blatter voleva essere sicuro che noi avremmo rispettato le norme, che avremmo fatto il nostro dovere. E così è stato. La Figc sia nel caso della Reggina che dell'ordinanza di Genova si è comportata correttamente». Si andrà avanti ad oltranza, quindi. Almeno fino a quando il giudice Vigotti prenderà una decisione attesa tra oggi e domani. Se sarà contraria a quanto stabilito dalla Figc si andrà allo scontro davanti alla Corte di Cassazione, con ogni probabilità tra circa due anni. Per il momento il Genoa non può fare altro che accusare il colpo e iniziare a fare due conti per la prossima stagione. I calendari di serie C infatti verranno stilati sabato, a comunicarlo lo stesso presidente della Lega Macalli, mentre ieri sono stati diffusi i gironi: il Genoa sarà nel giorne A con Cittadella, Fermana, Genoa, Giulianova, Lumezzane, Monza, Novara, Padova, Pavia, Pizzichettone, Pro Patria, Pro Sesto, Ravenna, Salernitana, Sambenedettese, San Marino, Spezia, Teramo. Le due partite «calde» saranno quelle con Ravenna e lo Spezia. La data scelta da Macalli era obbligatoria visto che venerdì ci sarà la decisione del Consiglio di Stato sul fallimento del Como. Il Genoa quindi sabato, salvo nuovi colpi di scena e salvo una retromarcia improbabile da parte della Figc anche davanti ad una sentenza del giudice Vigotti, che però sta meditando di rimandare la decisone ad un’autorità superiore, saprà le partite che affronterà nella prossima stagione. Intanto il presidente Enrico Preziosi guarda avanti con un certo ottimismo, facendo sapere di essere sereno e contento per come i suoi legali hanno sostenuto il dibattimento di ieri mattina in camera di consiglio. Il legale del Genoa Alfredo Biondi invece conferma che porterà il caso davanti alla Corte di Bruxelles e alla Corte per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e che oggi si recherà dai carabinieri per chiedere il sequestro dei calendari per la violazione dell’articolo 338 del codice penale. Paola Balsomini