Serie A, Inter in fuga: +7 Samp bloccata dal Bari Bene Fiorentina e Roma

Milito e Maicon lanciano i nerazzurri a Livorno. A Genova il Bari pareggia con i blucerchiati dopo aver sbagliato un rigore nel finale e protesta per un gol annullato. Respira la Roma contro il Bologna. Vince il Cagliari

Due gol, tre punti e l’Inter va in fuga. I nerazzurri passano per 2-0 sul campo del Livorno e danno una robusta spallata al campionato. La formazione di Josè Mourinho vola a 28 punti e semina le presunte inseguitrici: Juventus e Sampdoria sono già a -7. Dopo undici giornate può sembrare eccessivo parlare di scudetto già assegnato, ma in Serie A non si vede una squadra capace di insidiare la leadership dei campioni d’Italia, capaci di vincere anche in una giornata storta.

L'Inter è già in fuga A Livorno, infatti, l’Inter sta a guardare per 45 minuti e rischia anche di andare sotto contro un avversario vivace. Nella prima fase della gara il Livorno è decisamente più incisivo e Julio Cesar deve disinnescare un paio di conclusioni di Candreva: il gioiellino dei toscani al 36’ in particolare insidia la porta nerazzurra su calcio di punizione. Il portiere brasiliano, invece, al 46’ può solo osservare il pallone calciato da Moro: mira sbagliata di poco, l’Inter si salva. Il primo tempo va in archivio senza una vera opportunità da gol per gli ospiti. La formazione schierata da Mourinho, senza Etòo e con Milito unica punta, non punge. Nemmeno l’ingresso di Cambiasso, che al 28’ rileva l’infortunato Muntari, sembra in grado di dare ordine e fluidità alla manovra. Lo "Special One" decide di fare sul serio all’inizio della ripresa: fuori il giovane Krhin e dentro Etòo. L’ingresso del camerunense giova subito all’attacco nerazzurro. Milito azzecca il diagonale vincente dal limite dell’area, rasoterra imparabile per Benussi e 1-0 per l’Inter al 49’. Il Livorno, punito alla prima occasione, fatica ad imbastire una reazione. Mourinho, dopo il jolly pescato da Milito, abbassa la saracinesca in difesa: entra Samuel al posto di Stankovic e l’Inter si copre per proteggere il vantaggio. Per vedere un pallone verso la porta di Julio Cesar bisogna attendere il 72’: Tavano ci prova, alto. Quando Maicon in contropiede firma il 2-0 all’80’ cala il sipario sulla partita. E, forse, sul campionato.

La Roma torna a vincere La Roma batte il Bologna in rimonta e torna al successo. All’Olimpico finisce 2-1: Vucinic risponde ad Adailton nel primo tempo, poi nella ripresa decide il gol di Perrotta. La squadra di Ranieri si riscatta dopo tre k.o. consecutivi in campionato e si allontana dalla zona retrocessione. La classifica corta, al contrario, tiene vive le ambizioni dei giallorossi, che con 14 punti sono a sole 5 lunghezze dal quarto posto occupato dal Milan. Da valutare le condizioni di Juan, Motta e Menez, usciti nel secondo tempo per infortuni. Il Bologna rischia subito per un errore di Viviano su un corner: il portiere perde la presa del pallone, ma Mexes di testa non imprime la necessaria forza. Lo sciopero del silenzio dei tifosi della Roma dura cinque minuti, poi Vucinic prova a far pace con l’Olimpico con un destro potente respinto con i pugni da Viviano. Riise ci prova su punizione al 28’ e Viviano si salva con i piedi. Ma quando il gol della Roma sembra nell’aria Pizarro commette un pasticcio e il Bologna ne approfitta. Al 32’ il cileno si fa rubare il pallone di Mingazzini che innesca subito Di Vaio: un tocco al centro per Adailton e il gioco è fatto, la Roma è di nuovo sotto fra lo sconcerto dell’Olimpico. Ma il vantaggio degli emiliani dura poco, poi Vucinic ritrova il gol su azione sospetta: al 35’ Perrotta controlla di mano nell’area del Bologna, la sfera carambola sui piedi del montenegrino che stavolta non sbaglia. In avvio di ripresa, la Roma mette la freccia con Perrotta: Viviano non trattiene la conclusione di Menez e il centrocampista giallorosso non sbaglia il tap-in. Al 60’ il portiere del Bologna nega la doppietta a Vucinic deviando in angolo un colpo di testa dell’attaccante giallorosso. L’ultimo pericolo per la Roma è un sinistro in girata di Osvaldo in pieno recupero che termina alta sulla traversa.

Bloccata la Samp, avanti la Fiorentina La Fiorentina torna al successo e si riporta in zona Champions. I viola, senza Mutu e Jovetic, conquistano i tre punti in rimonta contro il Catania grazie alla doppietta di Marchionni e al sigillo finale di Gilardino. I viola ora sono a -1 dal quarto posto occupato dal Milan. Nelle zone alte della classifica, pareggio con finale-thrilling per la Sampdoria contro il Bari, che sbaglia un rigore e si vede annullare un gol per un fuorigioco dubbio. Al Franchi finisce 3-1 una partita non facile per i viola. La Fiorentina inizia bene e dopo 5’ è già in vantaggio: Marchionni riceve al limite dell’area e di sinistro indirizza sul palo più lontano dove Andujar non può arrivare. Il Catania va al riposo sotto di un gol ma in superiorità numerica per l’espulsione di Dainelli. Il difensore viola, già ammonito, rimedia il secondo giallo al 45’ per un fallo su Llama: Tagliavento estrae il rosso fra le proteste dei viola. Mascara è sfortunato sulla punizione seguente: palo, carambola su Frey e palla sul fondo. Il bomber degli etnei si consola in avvio di ripresa con un gran destro dalla distanza che vale il pareggio. La parità numerica in campo è ristabilita al 59’, quando Capuano sgambetta Marchionni e viene espulso per somma di ammonizioni. La Fiorentina si scuote e al 70’ torna in vantaggio: Marchionni concede il bis sfruttando di destro l’assist all’indietro di De Silvestri. Il difensore viola è ancora protagonista all’87’, quando regala l’assist del gol a Gilardino: il bomber viola a porta vuota non sbaglia il 3-1 e sul match cala il sipario. Al Marassi, la Samp di Cassano non va oltre un pareggio a reti inviolate con il Bari e nel finale rischia grosso. Al 91’ Barreto calcia fuori un rigore concesso per un contatto in area fra Castellazzi e Meggiorini. Al 96’ l’arbitro Valeri annulla un gol a Bonucci per un fuorigioco che lascia molti dubbi. E la Sampdoria si salva: i blucerchiati restano aggrappati al secondo posto con 21 punti, gli stessi della Juve.

Le altre partite Al Sant’Elia, il Cagliari affonda l’Atalanta per 3-0. I sardi dormono per mezz’ora poi mettono in ginocchio i bergamaschi con un micidiale uno-due di Nenè e con il tris di Matri. Il brasiliano sblocca al 33’ di testa, poi si ripete da rapinatore d’area al 36’. Al 45’ Peluso frana su Lazzari in area e Matri non sbaglia dagli 11 metri. Finisce 1-1 la sfida fra Chievo e Udinese. Continua il momento magico di Floro Flores, che al 27’ porta in vantaggio gli ospiti con un sinistro a incrociare. Ma all’Udinese non basta, perchè al 70’ il Chievo ristabilisce la parità con Yepes: il difensore colombiano salta più in alto di tutti sulla punizione dalla trequarti di Marcolini e di testa firma l’1-1. Pareggio 1-1 anche in Siena-Lazio e primo punto per il tecnico dei toscani Baroni. I biancocelesti passano in vantaggio al 9’ con Mauri, a segno di testa su assist di Foggia. Al 19’ Siviglia trattiene Ghezzal in area fino al punto di togliergli la maglia, ma l’arbitro lascia correre. I toscani pareggiano al 32’ con Maccarone: sinistro potente e Muslera non è impeccabile sul suo palo. Il portiere biancoceleste è al centro di un giallo al 37’: Pierpaoli lo espelle per un fallo su Maccarone, poi cambia decisione su segnalazione dell’assistente. Nella ripresa, il Siena prende un palo con Ghezzal e Curci salva su Zarate.