Una serie di progetti per distruggere l’Eur

(...) Ben diverso il linguaggio dell’appello della Fondazione Bruno Zevi (firmato da molti esponenti della cultura architettonica) per salvare dalla demolizione le «torri» dell’ex Ministero delle Finanze, «importante testimonianza della storia dell’architettura italiana del ’900». Il nuovo complesso, che sostituirebbe la felice composizione architettonica attuale (di Cesare Ligini, anni ’50) con un massiccio blocco edilizio uniforme, di notevole altezza e maggiore volume, non si sa che scopo abbia, se non una speculazione edilizia di prospettive limitate. Da non sottovalutare l’infelice localizzazione e la carenza di parcheggi, gli stessi previsti nel 1969. Non meno negativa è la demolizione del Velodromo (di Ligini, Ortensi e Ricci, anni ’50) per realizzare una «città dell’acqua e del benessere» con 59.000 mq. di superfici utili, di cui oltre un terzo per usi commerciali estranei all’impianto. Incombono poi «riqualificazioni» di zone verdi, come quelle del laghetto, con un acquario sottostante (!) e altre cubature commerciali e la ventilata torre sull’attuale piastra davanti agli Uffici dell’Eur Spa. Purtroppo la furia edificatoria non si limita all’Eur, ma percorre tutta la Colombo a partire da porta Ardeatina, dove la felice idea, risalente peraltro agli anni ’60, di concentrare in una localizzazione unica gli Uffici comunali, a cominciare da quelli del Campidoglio, salvo quello del sindaco e pochi altri, per farne un polo culturale e turistico, si sarebbe dovuta concretizzare nel Campidoglio Due, sulle aree dell’ex scalo Fs Ostiense, ma sarà in gran parte vanificata dal progressivo espandersi di una ingiustificata zona residenziale. Segue lo scandaloso episodio dei 150.000 mc. donati alle imprese che hanno acquisito per usucapione le aree di proprietà comunale destinate a servizi pubblici in piazza dei Navigatori, i 288.000 mc. di residenze e uffici privati che si vogliono realizzare sulle aree dell’ex Fiera di Roma, gli 850.000 mc in costruzione al Castellaccio, lungo i limiti sud-ovest dell’Eur, e gli oltre 100.000 mc del programma di riqualificazione urbana del Laurentino, per proseguire anche oltre il Gra. Che ne sarà dell’Eur, del traffico di via C. Colombo e della vivibilità dei quartieri circostanti? Il colmo è che il Comune ha avviato per questi interventi il bluff del «processo partecipativo» dei cittadini, le cui vive e generalizzate rimostranze rimangono assolutamente inascoltate.