Serie A a rischio: la Lega dice no al contratto Ancora contestato il contributo di solidarietà

La Lega di Serie A respinge, "a larga
maggioranza, 18 contro 2", l'accordo per il contratto collettivo già firmato dall'Aic. I nodi restano il contributo di solidarietà totalmente a carico dei giocatori e l’ autonomia dello staff tecnico di organizzare gli allenamenti. L'Aic: "Richieste pretestuose. Non ci sono le condizioni per giocare". Calderoli rilancia: aliquota doppia per questi "testoni"

Roma - Campionato di serie A a rischio. La Lega ha respinto infatti l'accordo per il contratto collettivo raggiunto dall'Aic "a larga maggioranza, 18 contro 2". Il presidente Maurizio Beretta ha spiegato che "il testo firmato dall’Assocalciatori non può essere sottoscritto se non c’è l’integrazione dei due punti sui quali già ci eravamo espressi", ha spiegato Beretta al termine dell’accesa assemblea di Lega.

Contributo di solidarietà al centro della protesta I nodi restano l’articolo 4 che riguarda il contributo di solidarietà che secondo i club deve essere totalmente a carico dei giocatori e l’articolo 7 che secondo la Lega deve prevedere l’assoluta autonomia dello staff tecnico di organizzare gli allenamenti dei giocatori. Domattina il consiglio della Federcalcio si riunisce per affrontare la situazione

La replica dell'Assocalciatori "Prendiamo atto delle decisioni della Lega di Serie A che purtropppo non ha firmato il contratto, ponendo altri due punti come modifiche. È curioso che l’assemblea si sia chiusa senza dare una delega a nessuno per le firme", ha detto il numero 1 del sindacato, Damiano Tommasi. "La nostra intenzione è di iniziare il campionato con l’accordo collettivo firmato. È l’unica cosa che si può esigere per partite in condizioni di tutela. Il consiglio federale rimane aperto anche domani, ma sono abbastanza allibito", dice riferendosi alla posizione assunta dai club. "Le due modifiche sono irricevibili. La situazione mi preoccupa. A rischio anche seconda giornata? Non ci fasciamo la testa, siamo qui anche domani".

Calderoli: finito l'albero della cuccagna "L’albero della cuccagna è finito". Il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli torna a scagliarsi contro quei "testoni" dei calciatori e annuncia due emendamenti per "accollare" il contributo di solidarietà ai calciatori stessi (e non alle società), nella misura del doppio, come previsto per i politici.