«La serietà e il bene pubblico sono obbligati, i papocchi no»

Caro Massimiliano Lussana, quanto sono distante dalla politica, dalle grandi intese, dagli uomini che oggi ci vengono riproposti, veramente mi spaventa. È una distanza incolmabile. D'accordo che la politica è fatta di numeri, seggi, realismo..... ma prima di tutto di «consensi». È certo che come si muove la Cdl oggi in Genova e Liguria non va in questa direzione.
C'è andato il Giornale con le sue proposte, provocazioni, idee non «concordate con i diretti interessati, ma tutti contributi per provocare a vincere» che molti hanno apprezzato più di quanto forse lei non creda. C'è andato ancora una volta lei nelle prime sette righe del Suo articolo di oggi... per poi farmi crollare «io» nel mal di pancia. C'è andato Biasotti nella sua «convention» di luglio dove ha raccolto(in pieno perodo di ferie) migliaia di persone convinte della possibilità di una rivincita in Regione. Biasotti ha fatto il pieno di consensi.
Ci stanno andando tante e tante altre persone che non sanno fare «politica»... io per primo. Caro Lussana credo che sia assolutamente necessario fare una netta distinzione tra «grandi intese» e «serietà». Credo che chiunque «governi» la cosa pubblica «in maggioranza» o in «minoranza» debba sempre avere davanti a se l'obiettivo di assolvere «bene il Suo mandato» nell'interesse della collettività. Nessun «politico serio» può farsi vanto di operare in questo modo.
Torniamo ai consensi. Forza Italia ai massimi livelli ci ripropone un deja vu sostenendo che questa volta si corre per vincere? E il deja vu non è certo Biasotti. Mi irrita... l'arroganza. Quella stessa arroganza che mi rende sempre più antipatica la Sinistra. Spero solo che Biasotti rifiuti il «tandem» sulle «larghe intese» ma continui la sua battaglia e continui a cercare i «consensi» che come Pollicino qualcuno sta perdendo per strada.
*Momento Liberale