Un serio candidato a spiegare la politica

Dietro l’irresistibile ascesa di Charles Schermerhorn Schuyler e di sua figlia Emma nella società newyorkese, nel 1876, con Il candidato (Fazi, pagg. 582, euro 18, trad. Silvia Castoldi), Gore Vidal traccia un’insuperata fenomenologia della politica e della sua corruzione che, ieri come oggi, indossa mille maschere per celare interessi e affari, speculazioni e intrighi. È il Vidal migliore, quello che lascia perdere le battaglie di partito, le crociate anti-Bush, le spiegazioni di come funziona questa politica, per dimostrare come si costruisce la politica, quella di ogni colore e di ogni angolo del mondo. E, soprattutto, per confermarsi uno dei pochi veri eredi del grande romanzo, uno Stendhal ancora più disincantato.