Il «sermone» di Olmi fuori dalla hit

Per una volta, la notizia non la dà chi entra in classifica ma chi ne è rimasto fuori. Scorrere inutilmente la lista dei più visti alla ricerca del film di Olmi e non trovarlo, fa impressione. Il suo sermone pronunciato dal pulpito de Il villaggio di cartone ha raccolto pochi fedeli nelle cattedrali cinematografiche. Il tredicesimo posto con appena 133 mila 721 euro è un segnale ben preciso che non la critica (solo una minima parte, ad onor del vero, ha stroncato il film) ma, ben più importante, il pubblico manda, non solo ad Olmi, ma a tutti quelli che non viaggiano più sulla stessa lunghezza d’onda (leggi, argomenti che possano interessare) di chi paga il biglietto. Da settembre, poi, ovunque ti giri esce un film che parla di immigrazione. Sarà un caso che queste pellicole siano andate, quasi tutte, più o meno male, nonostante il battage veneziano? Magari, un argomento come le corna o le separazioni (sul Giornale lo abbiamo visto dopo la pubblicazione della lettera del nostro lettore Osvaldo) colpisce di più l’attenzione del cinefilo. Non è un caso che Ex: amici come prima! sia balzato subito al primo posto (da sei mesi un film italiano non finiva in testa) anche se permeato dalla leggerezza che contraddistingue una commedia dei Vanzina. Intanto, che i giovani siano i primi fruitori del prodotto cinema lo conferma la doppia entrata, in top ten, di Final Destination 5 (terza posizione) l’horror che ha saputo prendere una strada differente nel genere e Abduction (quarto) prima pessima fuga del licantropo Taylor Lautner dal mondo di Twilight. Tra i film debuttanti, rimangono fuori dai dieci anche Jane Eyre, Tomboy (se lo avete perso, recuperatelo perché ne vale proprio la pena), L’amore fa male e Restless.