Serra Club, festa nel santuario del Molo per i 50 anni in sostegno dei sacerdoti

(...) Il Cardinale Siri, considerato un conservatore, in realtà accettò, dimostrando una grande apertura, un'associazione diversa da quelle esistenti fino ad allora».
A Genova i «Serrani» sono un centinaio, 3mila in Italia e 22mila nel mondo; cifre considerevoli, che testimoniano l'importanza di questa associazione che affonda le sue radici nel tempo. Il movimento prende il nome dal frate francescano Junipero Serra, considerato uno dei personaggi più eminenti nella storia degli Stati Uniti. Spagnolo di nascita, fu un uomo di grande cultura e forza morale, che nella seconda metà del '700 svolse un'intensa opera missionaria. Sulla scia del proprio fondatore, i Serra Club di tutto il mondo si ripropongono gli stessi obiettivi. Quello genovese intende riscoprire e rafforzare anche il dialogo con i giovani. «A novembre facemmo un incontro dal titolo “I giovani e le scelte di vita” - aggiunge Artiglieri -, proprio per comprendere meglio il valore dell'impegno e della preghiera». Le attività dell'associazione vengono organizzate, programmate e svolte in due riunioni conviviali mensili, precedute dalla celebrazione della Santa Messa, o da un momento di preghiera comune. «Nel corso di queste assemblee - racconta Francesco Baratta, Presidente della Fondazione Nazionale Serra -, si prendono le decisioni inerenti all'organizzazione del Club e si programmano e si valutano gli interventi vocazionali di sostegno ai Sacerdoti nella loro attività pastorale, sia a livello parrocchiale che cittadino».
I diversi club svolgono in piena autonomia le proprie attività culturali e di sostegno che vengono relazionate al Vescovo. «Siccome esistono molte parrocchie in periferia che non hanno più un loro sacerdote - continua Baratta -, noi, ad esempio, mettiamo a disposizione gli associati per portare, in occasione delle diverse funzioni religiose, parroci di altre chiese». «Ci tengo a ricordare - conclude Artiglieri - che è in corso la causa di beatificazione di Ettore Vernazza, notaio laico, che insieme ad un gruppo di amici, alla fine del '400, contribuì in maniera determinante alla riforma cattolica attraverso la Compagnia del Divino Amore. Noi “Serrani” ci sentiamo molto vicini a lui e al suo operato». Per poter iscriversi ad uno dei Serra Club non occorre altro che essere laici cattolici praticanti, e condividere gli scopi e le regole del Movimento perché, come sostiene Artiglieri, «il nostro è un laicato impegnato».