La serra dove crescono fiori d’acciaio

Un gruppo di donne. E una grande amicizia. Tra gelosie e pettegolezzi. Ecco gli ingredienti fondamentali di Fiori d'acciaio, la pièce per la regia di Claudio Insegno che debutta oggi al teatro Vittoria. È l’universo femminile, insomma, su cui vengono puntati i riflettori, e a rappresentarlo sulla scena sono Caterina Costantini, Sandra Milo, Rossana Casale, alla quale si devono anche gli arrangiamenti musicali, Beatrice Buffadini e Sara Greco. Le prime tre attrici sono state già protagoniste nel precedente lavoro del regista romano, 8 donne e un mistero. «Così - racconta Claudio Insegno - eccoci di nuovo insieme, ad affrontare un altro spettacolo difficile, un’altra storia di donne apparentemente fragili e superficiali, ma che dimostrano di essere “fiori d’acciaio” perché il loro coraggio e la loro forza d’animo sono tanto potenti da riuscire a farle sorridere alla vita anche di fronte alla morte. Molto tempo fa ho visto il film tratto dalla commedia, dove ciò che più mi ha colpito, è stata l’intensità della storia e la bravura delle attrici. E oggi, maneggiare questo copione e pensare di vedere di nuovo quei personaggi prendere vita mi riempie di gioia».
Infatti, a rendere celebre questo testo di Robert Halring (riadattato da Insegno e dall’attrice-produttrice Caterina Costantini) è stato l’omonimo film dell’ex coreografo Herbert Ross girato negli Stati Uniti nel 1989 e che ha avuto come protagonisti Shirley MacLaine, Dylan McDermott, Julia Roberts e Tom Skerritt. Una commedia divertente e commovente allo stesso tempo: in un piccolo paese della Louisiana, Chinquapin, alcune donne dall’età e dai caratteri affatto diversi, si ritrovano in un salone di bellezza, tra pettegolezzi e i vari alti e bassi della vita. Tra loro una parrucchiera, una zitella, una madre di famiglia, sua figlia che sta per divenire novella sposa, una giovane abbandonata dal marito e rimasta senza denaro. Quando una di loro muore di diabete le donne si uniscono tra lacrime e risate instaurando una formidabile unione femminile, come dei delicati fiori fatti d’acciaio che non si spezzano di fronte alle avversità della vita.
Repliche al teatro di piazza Santa Maria Liberatrice fino al 26 aprile, le scene sono di Francesco Scandale e i costumi Graziella Pera.