Serra: «Requisizioni per ospitare i rifugiati»

Massimo Malpica

Requisire abitazioni private per trovare un alloggio ai 250 rifugiati politici in cerca di casa dall’inizio del mese, quando hanno sloggiato dalla palestra alla Magliana dove erano stati sistemati. Non è uno slogan di Action: il movimento di lotta per la casa si sarebbe «accontentato» della requisizione di un immobile pubblico e vuoto. A sorpassarli a sinistra, alla faccia della sacralità e dell’inviolabilità della proprietà privata, è stato il prefetto di Roma, Achille Serra.
Già qualche settimana fa Serra aveva «raccolto» il suggerimento del deputato verde Paolo Cento, sostenendo che, per casi di estrema urgenza, tempi ben determinati e possibilmente con il consenso dei proprietari, l’idea delle requisizioni come risposta all’emergenza abitativa nella capitale non era poi campata in aria. Così ieri, al sit-in dei rifugiati di fronte a Palazzo Valentini, i sessanta «delegati» che reclamavano un tetto (al momento il gruppo, composto da molti eritrei, oltre a etiopi, somali e sudanesi, è nella struttura ex Ipab del San Michele, a Tormarancia, occupata abusivamente dal «Coordinamento cittadino lotta per la casa») hanno esposto lo striscione «Requisizione» con aspettative molto concrete. Che non sono andate deluse. «Vogliamo che Serra mantenga l’impegno di requisire delle palazzine, così come aveva promesso in un incontro il giorno dello sgombero alla Romanina», s’affannava a chiedere battagliera una militante di Action, che evidentemente qualche dubbio sull’esito del vertice di ieri lo nutriva. Poi ecco uscire dal palazzo Guido Lutrario, uno dei leader del movimento: «Lunedì prossimo - il suo esordio - il prefetto si è impegnato a emettere un’ordinanza di requisizione di uno o più stabili privati, da mettere a disposizione dei 250 rifugiati politici». Immediata l’esultanza dei presenti, pronti a cantar vittoria perché, come ha detto lo stesso Lutrario, «per noi questo rappresenta un passo avanti importante». Eppure le richieste avanzate da Action al prefetto nel corso dell’incontro di ieri inizialmente erano diverse. L’obiettivo era la certificazione della «presa di possesso» dell’Ipab-San Michele già «okkupato», ma Serra ha alzato le mani, sostenendo la propria competenza «requisitoria» soltanto rispetto alle case private. Come ha raccontato al termine del faccia a faccia ancora Lutrario, «il prefetto si è impegnato a convocare al più presto un tavolo con Regione, Comune, Provincia e movimenti sulla situazione del San Michele», ma ha risposto picche alla richiesta di «emettere un’ordinanza»: «Secondo lui la norma che prevede la requisizione - il commento del leader di Action - vale soltanto per gli stabili privati». Poco male, meglio incassare la vittoria. Quanto «alle centinaia di strutture pubbliche o parapubbliche inutilizzate», Action resta convinta che l’«effetto Serra» possa renderle comunque disponibili, «e noi chiederemo questo nei prossimi incontri», ha annunciato Lutrario.
La vicepresidente della Provincia di Roma, Rosa Rinaldi, presente al meeting di Palazzo Valentini, ha voluto ricordare come enti locali e Prefettura abbiano «già individuato due o tre stabili per i quali il Comune sta verificando sicurezza e ampiezza per accogliere i rifugiati». Annunciando «tempi brevi» l’esponente del Prc ha però voluto aggiungere che «la requisizione ha valore temporaneo, poi sarà il Comune a trovare una soluzione per le famiglie».
Una precisazione che non tranquillizza affatto il candidato sindaco di Forza Italia, Alfredo Antoniozzi, che rivolge i suoi strali al movimento di lotta per la casa. «Quello che Action definisce, come al solito con toni e contenuti irresponsabili, un “atto importante” - spiega l’anti-Veltroni azzurro - suona invece come un gravissimo atto di illegalità. Forza Italia sarà invece, come sempre, al fianco dei cittadini e a difesa della proprietà privata, del lavoro e della dignità delle persone».