Serranda sempre più giù tanto non si rischia nulla La multa? È solo 17 euro

Ci vuole un attimo per capire l’entità della sanzione. Per i negozianti che aderiscono a «Milano aperta d’agosto», la guida del Comune che pubblicizza i commercianti operativi durante il mese non rischiano nulla. Possono cambiare idea e chiudere e non pagheranno una multa. Il peggio che può succedere a panificatori, farmacisti e benzinai, gli unici tenuti a rispettare i turni, è una sanzione da 10 a 51 euro (può salire 166,67 euro solo per i recidivi). Ma in Comune ammettono che la prassi è «una multa di 17 euro». Una spesa minima. Palazzo Marino assicura che la prima settimana di agosto hanno tenuto aperto circa seimila negozi, 1.500 in più dell’anno scorso, per fortuna visto che i consumi dell’acqua e la raccolta rifiuti fanno intendere che il 5% in più dei milanesi rispetto a un anno fa sono rimasti in città. E dai controlli dell’Annonaria, su 170 panificatori solo tre sono risultati chiusi. Ma l’effetto in alcune zone, specialmente in periferia, è già di saracinesca selvaggia e si apre il lungo ponte del ferragosto. A mantenere alti i dati delle aperture, ammette anche l’Unione del commercio, soprattutto oltre la circonvallazione della 90/91 «sono i negozi etnici: kebab, macellerie egiziane, i commercianti cinesi che non chiudono quasi mai».
In altre città il Comune firma ordinanze ad hoc per garantire il 25% dei negozi aperti tutto il mese di agosto. A Torino dagli alimentari a bar e ristoranti, chi sgarra rischia fino a 3mila euro di multa.