La serratura si apre con gli occhi e le piante le annaffi dall’ufficio

Finirà anche lo stress delle chiavi di casa che non si trovano mai. Con la domotica, la più sopraffina ricerca tecnologica applicata all’abitazione, basta l’iride della pupilla o l’impronta digitale registrata sul telefonino per aprire la porta di casa. Anche a vostra madre che va ad annaffiare le piante mentre vi trovate in Patagonia. Siete partiti per Natale e avete lasciato la lucina del presepe spenta? Potete accendere soltanto quella, se vi va, mentre state sciando sulle Dolomiti. Il «ragnetto», come viene definito da Fulvio Baresi dell’Informatica Lombarda-Ergo Design & Technology, è una delle curiosità più gettonate della Smau, l’esposizione in corso fino ad oggi a Fieramilanocity. Opportunamente applicato è capace di sintetizzare in sè tutte le centraline, luce, acqua, gas; con un comando a distanza avvia e monitora ogni dettaglio dell’appartamento.
«In Italia abbiamo domotizzato venti abitazioni private - spiega Baresi -. Il proprietario può avere sott’occhi tutto il suo immobile, o anche più immobili, attraverso il cellulare, l’iPad o lo strumento che preferisce». Non è più fantascienza la casa spaziale, ormai è dietro la porta e apre la nuova frontiera della tecnologia: non solo la velocità delle trasmissioni ma la contemporaneità della gestione delle cose. Grazie ad essa, infatti, l’uomo può essere in un qualsiasi luogo del mondo e nel contempo agire in casa, oppure nella sua azienda, nel suo ufficio come se vi si trovasse proprio dentro.
Se da una lato la tecnologia apre il fronte di un’impressionante dimensionalità dell’individuo, favorendo una sorta di sua bilocazione, dall’altro squarcia sempre di più la sua privacy. E’ soprannominato «Quadricottero» il piccolo velivolo a eliche con fotocamera e telecamera installate, presentato da Eye-Sky. Sono quattro le aziende italiane ad avere in uso questo giocattolino in grado di raggiungere i cinquecento metri di altezza, ma soprattutto capace di abbassarsi fino a un metro dai tetti delle case. Il suo vero nome è Microdone. «E’ in grado di eseguire rilievi archeologici, di edifici, di frane - spiega il geologo Tommaso Nanni -. Può accorgersi di abusi edilizi, di discariche abusive, insomma può spiare dall’alto quello che fino ad ora si è cercato di scovare a terra».
Si ha il sospetto di muoversi al centro di un’energia di sorprese senza confini in mezzo ai saloni della Smau. La Dell presenta il robottino che parla, gioca a calcio, tiene lezioni universitarie. Fino ad ora è stato usato per scopi didattici, ma in un prossimo presente potrebbe esibire altre qualità da non sottovalutare. A chi lavora nel mondo dell’informazione iCube favorisce la Web Reputation. Un politico, un direttore di testata, un vip può scorrere quotidianamente sul suo pc, iPhone, Blackberry una rassegna stampa su tutto quanto è apparso di lui sul web in un giorno. Non solo. La Web Reputation può fornirgli anche l’indice di gradimento, in base alle notizie selezionate, e di mostrargli gli Attributi sotto i quali il suo nome è più menzionato. Figuratevi che nell’elenco degli Attributi, in cui appaiono voci come «Manette», «Frode», «Penale», è elencato anche il termine «Escort».
Mentre su un banco si mostra nella sua meraviglia l’iMac 27 pollici, uno degli ultimi prodotti di Steve Jobs, schermo da mega-tv, microtastiera, miniomouse, niente fili, tutto il computer, telecamera compresa, dentro lo schermo, poco più avanti l’azienda texana Motion offre la splendida visione di J3500, un pc nero, nero, foderato in pelle, compatto come un libro, forte come un mattone, lo puoi prendere a pugni e non gli succede niente. Grazie a questo rettangolino futuribile che odora d’antico puoi mandare via e-mail lettere... scritte a mano, che puoi colorare come i disegni dei bambini!