Serravalle, anche i privati nel cda

Con il voto favorevole di Pdl, Lega Nord, Udc, Pd e Lista Penati, quello contrario della Lista civica Un’Altra Provincia/Pdci/Prc, l’astensione di Idv, Sel e la dichiarazione di non voto del consigliere Roberto Caputo (Pd), il consiglio provinciale ha approvato la modifica dello statuto della Serravalle, la società che gestisce le tre tangenziali milanesi e un tratto dell’autostrada per Genova assicurando così un posto nel consiglio di amministrazione anche al secondo azionista di maggioranza relativa. Compresi i privati, cosa finora negata per un patto stretto tra Comune e Palazzo Isimbardi. Una variazione che consentirà un notevole aumento di valore delle quote in mano a Palazzo Marino e per le quali l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci sta predisponendo un bando di vendita. Il secondo, dopo che la prima gara era andata deserta. Con la modifica dell’articolo 14 dello statuto «andiamo a ricreare le condizioni perché l’investimento fatto dal Comune e quindi dai cittadini milanesi, riacquisti valore - spiega il presidente della Provincia Guido Podestà - Ciò rientra nella logica delle buone relazioni con il Comune, ma anche nell’interesse dei cittadini affinché possano vedere una crescita nel valore della loro partecipazione». Per il presidente del consiglio provinciale Bruno Dapei «la nuova gara ci dirà se è così e noi non abbiamo tabù sul ruolo dei privati nella società. Ma intanto si sana una ferita creata nel 2005 con una scellerata operazione della Giunta Penati». Critico, invece, il capogruppo del Pdl Massimo Turci che si chiede se sia «veramente così urgente cambiare lo statuto di Serravalle». Motivo di malumore è che «se il Comune riuscirà a vendere alla quota di 145 milioni, grosso modo varrà la metà di quello che la Provincia ha pagato per acquistarle dal gruppo Gavio». L’operazione Penati finita oggi nei fascicoli dei pm di Monza. Di «strada giusta» parla invece il capogruppo del Pd Matteo Mauri. «Tanti Comuni sono in difficoltà, quello di Milano ha fatto una richiesta precisa alla Provincia e credo che, correttamente, con senso di responsabilità e nell’interesse dei cittadini la Provincia, pur con un colore diverso da quello del Comune, abbia deciso di andare in quella direzione». Quanto al valore di 145 milioni di euro, su cui la maggioranza in consiglio provinciale ha polemizzato, Mauri ha spiegato che «non è un momento semplice e bisogna portare a casa più soldi possibili per i cittadini». Contrario Massimo Gatti (Prc-Pdci) a «dare spazio ai privati».