Serravalle cambia statuto ma il Pdl non si fida: «Se Tabacci ha detto bugie dovrà dimettersi»

Il Pdl aspetta al varco il sindaco e l’assessore al Bilancio, Bruno Tabacci. «O quelle che dico io sono buffonate» afferma il capogruppo Carlo Masseroli (e ripetendo l’insulto incassato da Pisapia nei giorni scorsi) «o quelle che dicono loro sono menzogne». Ieri il consiglio comunale ha chiuso con un’ultima coda di polemiche la vicenda della modifica dello statuto della Serravalle, che consentirà al privato che acquisterà il 18,6% delle quote che il Comune ha messo all’asta, di eleggere un membro nel consiglio di amministrazione (nella gara andata deserta a settembre non era ancora così). L’aula ha votato ieri sera all’unanimità (unico astenuto il grillino Mattia Calise) le modifiche recepite dalla Provincia che possiede la maggioranza e ha approvato lo stesso testo la scorsa settimana, e nella seduta di domani il board della società autostradale potrà ufficializzare la modifica. L’asta, che rimane con base a 145 milioni anche dopo la correzione dello statuto, si chiude venerdì e i potenziali acquirenti avranno ancora poco tempo per farsi avanti. Un bando aperto solo quindici giorni «rafforza l’ipotesi di accordi sottobanco con il fondo F2i per vendere in blocco Sea e Serravalle a dispetto delle tante parole sprecate sulla trasparenza» sostiene Masseroli. Continua a sostenere (come spesso è circolato sulla stampa) che esiste un «piano segreto con Gamberale» e sarebbe conveniente per il Comune che anche la seconda gara andasse deserta. Ieri ha offerto «l’ultima occasione per dire come stanno le cose», prima in commissione dove Tabacci è arrivato (mezz’ora in ritardo) per spiegare la delibera che sarebbe approdata in aula un’ora dopo, e poi anche in aula. «Il tempo è galantuomo - prosegue Masseroli - vedremo se si tratta di nostre buffonate o loro menzogne, nel secondo caso ci sono gli estremi per chiedere le dimissioni dell’assessore. Sempre che non sia anche il sindaco a mentire. Inviterò i consiglieri di maggioranza a seguirci visto che in quel caso vorrebbe dire che anche loro sono stati presi in giro». Il Pdl in aula prima del voto definitivo ha proposto anche un emendamento per tenere aperto il bando un altro mese: «Adesso che il cambio di statuto c’è e le quote diventano contendibili e possono essere acquistate, venerdì le tolgono dal mercato».