«Serravalle, un complotto dei ds»

«Sono convinto che quello che ha fatto Penati con la Serravalle l’ha dovuto fare. Controvoglia, perché gliel’hanno imposto e non certo perché lo abbia condiviso». Un’inquietudine che occupa la mente di Albertini. Che, al tradizionale pranzo alla festa dell’Unità, difende la scelta di ricorrere alla Corte dei conti per opporsi alla scalata del presidente diessino della Provincia alla società che gestisce l’autostrada per Genova e le tre tangenziali milanesi, grazie all’acquisto delle azioni di Gavio. E poi il sindaco punta l’indice («Andate a vedere quanti dirigenti delle cooperative rosse sono passati a lavorare con Gavio»). Accuse che non piacciono a Franco Mirabelli, segretario provinciale dei Ds: «Ha fatto bene Penati a non venire. Il sindaco non ha intenzione di ricostruire un dialogo con la Provincia». Un muro di gomma, invece, Albertini a proposito del suo futuro. «Se mi offrite la presidenza di una banca rossa accetto volentieri». «Un consiglio a Veronesi? Di non candidarsi. Alla Moratti? Di ascoltare i consigli di suo marito». Sorride Albertini che ha già un’idea di come andrà a finire («La Moratti accetterà, Veronesi no»). «E l’anno prossimo verrò alla festa dell’Unità a servire a tavola la Moratti sindaco».