Serravalle, quotazione «frenata»

Gianandrea Zagato

«Ogni momento potrebbe essere buono per quotare Serravalle in Borsa». Giampio Bracchi anticipa che la società autostradale potrebbe irrompere nel listino direttamente o tramite la quotazione dell’holding Asam. Opzione, precisa il presidente della Milano-Genova, su cui «la decisione finale spetta agli azionisti che già hanno dato indicazione di procedere con le valutazioni per andare poi in Borsa».
Ma sull’azienda che la Provincia di Milano ha blindato grazie all’acquisto della quota detenuta dall’unico socio privato, Marcellino Gavio, pesano i ricorsi presentati sia dal Comune di Milano che dai consiglieri provinciali della Casa delle Libertà. E c’è anche la disponibilità di Palazzo Marino (domani è fissata la commissione bilancio sul tema) a cedere «tutte non meno di tutte» le azioni sempre a Gavio. Quadro che si completa, secondo le rsu-sindacali di Serravalle, con «l’assenza di reali strategie aziendali», «con incentivi, una tantum, premi ad personam agli amici degli amici» e con un pacchetto di «numerose consulenze». Come dire: «Mancanza d’efficienza amministrativa per la concessionaria gestita da Filippo Penati e già condannata da parte di Anas a pagare una multa salatissima sul fronte dei servizi» ricorda Bruno Dapei, capogruppo provinciale di Forza Italia. E mentre Bracchi segnala «un incremento dell’utile pari al trenta per cento per il prossimo triennio», avanza l’ipotesi di un cambiamento ai vertici della società che, sostiene Forza Italia, sarebbe gradita non solo all’amministrazione provinciale ma anche ai sindacati.
Ipotesi che Palazzo Isimbardi però smentisce temendo anche di dover far quadrato per sostenere amministratori valutati troppo ingombranti per il futuro della società.