«Serve un cambio generazionale per rovesciare la sinistra ligure»

Caro Direttore, approfittando della cortese disponibilità e sensibilità sempre offerta dal Giornale mi inserisco anch'io nel dibattito promosso in vista del processo costituente riguardante il Pdl che dopo le ferie estive avrà, anche sul territorio Ligure, una significativa accelerazione come testimonia l'incontro dei dirigenti politici locali della Cdl programmato lunedì 8 settembre a Genova con il Ministro Claudio Scajola.
In quella circostanza auspico che An abbia già maturato un serrato confronto al proprio interno, frutto dei vari livelli di coordinamento locali previsti come tappe di avvicinamento alla giornata dell'otto p.v., per dare il proprio contributo di idee, valori e progetti nella nuova formazione politica che ci accompagnerà alla fondamentale scadenza delle Regionali nella primavera del 2010.
Non c’è dubbio che l'inattesa implosione del Governo Prodi e la successiva affermazione del Centro Destra nelle Elezioni Politiche ha rivoluzionato il quadro delle alleanze e benedetto una unione, tra Forza Italia ed Alleanza Nazionale, sospinta con vigore dalla maggioranza degli italiani nell'esercizio del diritto di voto.
A differenza dello scenario nazionale non dimentichiamoci che in Liguria, ed in particolare a Genova, siamo attualmente minoranza e dobbiamo essere consapevoli di trovarci all'interno di un meccanismo di esercizio del potere, dalle Asl alla Portualità ed all'Università, ben consolidato negli anni dal Centro Sinistra.
Da ciò nasce, a mio avviso, l'esigenza di porre il costituendo Pdl in Liguria come una struttura capace di innovare, e spero questa sia la posizione condivisa di An nell'imminente confronto interno che ci accingiamo a svolgere, e di dialogare con le forze imprenditoriali, le categorie sociali, pensando ad un cambiamento anche generazionale che sappia condurre verso il sopravvento in un momento nel quale il Governo di Centro Destra, seppure alcune volte criticato, sta dando ampia dimostrazione di saper prendere decisioni rilevanti ed assumersi le proprie responsabilità. La nostra capacità di aprirci al dialogo ed al confronto ci consentirà di esporre, con la forza che proviene dalla chiarezza del nostro messaggio, l'efficacia di un progetto politico condiviso che, proprio per l'auspicata solidità del Pdl ligure, ci dovrebbe consentire un allargamento di orizzonti verso altri formazioni politiche, il primo pensiero corre all'Udc, in vista delle successive scadenze elettorali con un autorevole candidato a lanciare la sfida al Presidente Burlando. Naturalmente nessuna volontà di cooptare ma l'aspirazione, si potrebbe dire l'ambizione, che il Pdl possa diventare forza aggregante per progettualità politica e tempestività di scelte strategiche.
Noi dirigenti politici locali abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche, mettere fuori i personalismi ed incoraggiare le competenze ed il lavoro in Team. Sta scoccando l'ora in cui le decisioni non sono più rinviabili. Anche in Via Fieschi il vento sembra cambiato ed il Pdl che nascerà in Liguria dovrà esser capace di sfruttarne il corridoio favorevole per sospingere il rinnovamento del Governo Regionale.
Con rinnovata stima.
*capogruppo di An in consiglio comunale