Serve un’opposizione intelligente non slogan urlati e teoremi politici

L’articolo dell’on. Visconti su il Giornale di ieri ripropone il dibattito, che sta positivamente percorrendo il centrodestra romano, sul tipo di opposizione che bisogna contrapporre al sindaco Veltroni. Senza dubbio il rilancio del bipolarismo è una necessità vitale per la nostra città, che ha bisogno di un’opposizione forte per spingere l’amministrazione a compiere in modo adeguato il proprio lavoro. Nei 13 anni di governo della sinistra a Roma l’opposizione comunale ha visto ridursi progressivamente i propri spazi politici e mediatici nonostante un impegno notevole. Non sono bastati i gesti eclatanti di Buontempo né l’intelligenza politica di Toni Augello in Campidoglio e neppure amministrazioni come quella di Moffa in Provincia e di Storace in Regione. La sinistra è riuscita a saldare un blocco di potere, di radicamento sociale ed egemonia mediatica, che occupa ogni spazio. Adesso, dopo la sconfitta alle elezioni politiche e comunali si tratta di aprire una fase radicalmente nuova. Una fase caratterizzata da un’opposizione che non si accontenti di essere «dura», ma che sia anche e soprattutto «intelligente». I romani non sono stupidi: si rendono conto dei limiti e delle contraddizioni della gestione Veltroni, ma vanno convinti a non accontentarsi dell’esistente, proponendo alternative credibili. Per far ciò non servono gli slogan urlati e i teoremi politici, tanto meno è accettabile dare l’impressione di speculare sulle disgrazie della città. La vera critica da fare alla giunta Veltroni non è quella di togliere risorse ai servizi e alle infrastrutture per concentrarsi solo sugli eventi. Se questa tesi fosse vera Torino non avrebbe mai fatto le Olimpiadi invernali, mentre Venezia non dovrebbe fare la sua Festa del Cinema per pensare solo ai problemi strutturali della laguna. Questo genere di ragionamenti appartiene a una visione pauperista dello sviluppo delle città e dei territori, dove ci vuole attenzione alla solidarietà e alle infrastrutture ma anche grandi progetti di sviluppo e di immagine. Certo, delle valutazioni andranno fatte sull’entità delle risorse impegnate in eventi come la Festa del Cinema, dando un giudizio nel merito, ma senza stabilire relazioni propagandistiche con l’incidente alla metro A. Ancora di più abbiamo chiesto e otterremo a ogni costo la verità senza sconti sull’incidente e condanneremo ogni tentativo di scaricare le responsabilità solo sul macchinista coinvolto. Il vero problema della giunta Veltroni, come di tutto il centrosinistra italiano, è la contraddizione tra una sinistra massimalista e una sinistra moderata che aspira a essere liberal e clintoniana. Questa situazione impedisce scelte necessarie sulla sicurezza del cittadino e sulla modernizzazione infrastrutturale delle periferie e dei trasporti. Per questo motivo non vengono affrontati problemi delicati ma ineludibili come la chiusura dei campi nomadi abusivi e la lotta all’immigrazione clandestina, non si costruiscono nuove case per fronteggiare l’emergenza abitativa, sfidando l’ambientalismo dogmatico dei verdi, o non si riforma il welfare in senso sussidiario, superando lo statalismo di Rifondazione. Questi e tanti altri sono i punti deboli della giunta Veltroni. Ma per far leva su tali contraddizioni è necessaria un’opposizione «intelligente», non disponibile a far regali alla maggioranza, ma attenta a dare soluzioni credibili ai problemi concreti dei cittadini. Questa è la sfida che dobbiamo affrontare per costruire un’alternativa di governo al termine del ciclo veltroniano. Un lungo viaggio nei problemi sociali, economici e territoriali della città per dare voce ai cittadini insoddisfatti. Ci vuole pazienza, lavoro e intelligenza, ma sono convinto che An abbia uomini, valori e fondamenti programmatici per guidare una riscossa indispensabile a questa città.
*Commissario della federazione

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