"Serve subito una squadra anti-stupro"

L'appello di Telefono Donna al Comune. Stefania Bartoccetti, a capo del centro: "La task-force, sulle strade come ausiliari, deve fare prevenzione e 'umanizzare' certi soggetti"

«Il clima di violenza e di paura che si è creato tra le donne rischia di annullare tutto ciò per cui questa città è famosa - come la voglia delle sue abitanti di partecipare attivamente alla vita sociale - e di attrarre, contemporaneamente, le più svariate forme di debolezza. Sembra che questi uomini, questi stranieri, si sentano legittimati ad approfittare di una ragazza sola, per strada, nel centro di Milano, solo perché, magari, a loro parere, è poco vestita. E allora perché, chiedo al sindaco Letizia Moratti, non creare una task force di volontari e volontarie che costituiscano una vera e propria squadra anti stupro e scoraggino certi comportamenti sulla falsariga di quella già creata dagli ausiliari della sosta contro la sosta vietata? Si arriverebbe così a fare prevenzione e soprattutto a lavorare a livello culturale su chi ha una visione errata della donna. E tutto senza sostituirsi al ruolo delle forze dell’ordine».
Stefania Bartoccetti, dal ’92 battagliera presidentessa di Telefono Donna (02-644443043/4), di problemi al femminile - e soprattutto di violenze domestiche - ha una lunga esperienza. Con qualche decina di volontarie specializzate (tra loro anche avvocati e psicologhe) il suo centralino, dall’ospedale Niguarda, cattura e anticipa disagi che poi, magari, finiscono per manifestarsi allo sportello che l’associazione ha affiancato da tempo al Servizio violenze sessuali (Svs) della clinica Mangiagalli.
«Da domani cominceremo una raccolta di firme per chiedere questa squadra antistupro - prosegue Bartoccetti -. Crediamo che la società sia ingiustamente anestetizzata contro la recente escalation di violenze sessuali. Ma come? Il corpo della donna dovrebbe essere considerato come quello di una divinità portatrice di gioia e invece c’è chi, attraverso lo stupro, dimostra tutto il suo disprezzo per ciò che la femminilità rappresenta, derivante da una visione culturalmente sbagliata. Bisogna che la donna riacquisti la centralità che le spetta. Ma per farlo bisogna anche "umanizzare" certi soggetti e, così, ridare umanità alla nostra città. Noi di Telefono Rosa, al Pat, siamo riusciti a creare una squadra di 500 volontari che hanno umanizzato il rapporto con e tra gli anziani impossibilitati a lasciare i loro reparti. Perché non tentare lo stesso con una task force anti stupro che riesca anche e soprattutto a capire (e a far loro ammettere) cos’hanno in testa questi stranieri e cosa pensano di noi donne?».