«Le serve di Virginia» per svelare la Woolf

La scrittrice inglese vista con gli occhi delle due donne (la cuoca e la cameriera) che per quindici anni le vissero a fianco

Chi non ha mai sentito parlare di Virginia Woolf, la scrittrice e saggistica britannica che impugnò saldamente il fioretto in difesa delle teorie femministe del tempo che, dopo un percorso esistenziale ossessionata dalla solitudine e dalla morte, alla fine, in un momento di follia decise di porre fine al suo «attraversamento delle apparenze». In prima nazionale, al Teatro Verdi, la nuova produzione del Teatro del Buratto «Le Serve di Virginia», offrono al pubblico una galleria di ritratti nuovi, quotidiani, dell'artista inglese, degli affreschi definiti dalla pennellate di due donne che vissero per quindici anni al fianco della Woolf. Traendo ispirazione dal libro scritto dalla spagnola Alicia Giménez-Bartlett, il romanzo «Una stanza tutta per gli altri», opera che le valse nel 1977 il premio Feminino Lumen come miglior scrittrice iberica, il regista Gabriele Calindri, in collaborazione con Jolanda Cappi e Renata Coluccini, ha elaborato un progetto teatrale di grande impatto visivo. È Jolanda Cappi che, dopo essersi occupata dell'adattamento, sale sulla scena nei panni della cuoca Nelly, a raccontare come, attraverso questo spettacolo, la Woolf assuma delle caratteristiche sicuramente nuove, giudicate, condivise, criticate sotto lo sguardo attento di Nelly e di Lottie, la cameriera. «Una Woolf originale - racconta Cappi - osservata attraverso la lente di questo due donne che hanno condiviso le giornate con la padrona di casa, che l'hanno osservata durante le cene, che l'hanno ascoltata e hanno conosciuto i suoi ospiti, le sue manie e i suoi vizi». Sulla scena Cappi darà voce a Nelly, una serva affascinata dal mondo di questa aristocratica intellettuale. «Amante del suo progressismo, Nelly condivide con Virginia parte della sua vita, restandone influenzata e condizionata nelle scelte. Nelly tiene un diario nel quale annota tutti i suoi pensieri, confida la sua passione per questa donna speciale, ma che pur sempre resterà la sua padrona e nonostante le illusioni di avvicinarsi al mondo di quest'ultima, la cuoca comprende che, vivendo su due piani differenti, in due dimensioni lontane, non ci potrà essere mai l'occasione di incontro se non nel rapporto di dipendente-padrona».
Due donne vengono a sapere del suicidio di Virginia Woolf: dal fiume viene raccolto il suo vestito e con la stoffa inzuppata, anche i ricordi di queste due serve vengono portati alla luce. «Lottie, invece, interpretata da Renata Coluccini è una ragazza che provenendo da un orfanotrofio è avvezza a vivere in una casa che non le appartiene e pur senza mai accettare il mondo degli intellettuali, alla fine non riesce a staccarsene».
«Sulla scena siamo solo in due. Calindri, avvalendosi di un gioco di luci fondamentale protagonista dello spettacolo, crea l'effetto di una presenza astratta, spirituale che interviene sono idealmente quando si apre la porta. Nessuna voce si sente, nemmeno da fuori scena, ma dalle parola pronunciate delle due serve si comprende quale sia il pensiero della padrona di casa».
Le Serve di Virginia
al Teatro Verdi fino al 27 gennaio
martedì-sabato 21 domenica ore 16.30
Ingresso: 15-10-7,5 euro
Info e prenotazioni tel. 02 27002476
www.teatrodelburatto.it .