Servizi comunali: la capitale arretra di dieci posizioni

Stefania Scarpa

La capitale degli insoddisfatti. Lo dicono gli stessi cittadini romani che, interpellati dalla Ekma Ricerche, si sono detti soddisfatti dei servizi cittadini sono per il 51,8 per cento, dato che pone Roma al settantatreesimo posto nella classifica dei comuni capoluogo italiano relativa al secondo semestre 2005. Classifica che vede Bolzano in testa con un consenso del 73,4 per cento e più di due terzi delle città italiane fare meglio. Unica consolazione, aver battuto altre metropoli come Milano (all’83° posto, col 49,7) e Napoli (penultima con 45,1, davanti solo a Messina.
Un altro brutto colpo al trionfalismo veltroniano. I servizi offerti dall’amministrazione comunale di Roma, secondo il sondaggio, quest’anno avrebbero scontentato un numero maggiore di cittadini: lo scorso anno, infatti, l’indice di gradimento per i servizi offerti poneva la capitale al sessantatreesimo posto (56,3 per cento dei giudizi positivi). «MonitorCittà», così si chiama l’indagine giunta alla quarta edizione, è stata condotta sui capoluoghi italiani nel periodo 23 novembre-23 dicembre 2005. Sono state 81.700 le interviste condotte ad altrettanti maggiorenni residenti nei capoluoghi italiani e la domanda è stata posta per 23 servizi offerti dalle amministrazioni comunali: anagrafe-stato civile, tributi, urp, servizi scolastici, sicurezza, polizia municipale, raccolta rifiuti, pulizia delle strade, manutenzione stradale, illuminazione stradale, verde-parchi pubblici, edilizia-urbanistica, turismo, cultura-spettacolo, sport, viabilità-traffico, parcheggi, trasporti pubblico, gas, acqua ed elettricità. La classifica complessiva di gradimento di questi servizi è stata stilata sulla base di un indice medio ponderato calcolato considerando i giudizi positivi su tutti i servizi. Per Roma anche lo smacco di essere battuta nettamente dalla vicina Latina, amministrata dal centrodestra, che passa dal 52° al 38° posto in Italia.
Immediate le reazioni politici a questa «retrocessione». «I sondaggi confermano che la qualità della vita a Roma peggiora sempre più, e che i cittadini sono sempre più insoddisfatti. Un inquietante segnale, un’ulteriore conferma del grande divario che esiste nella Capitale tra la sua immagine e la vita reale», commenta il ministro della Politiche agricole e candidato a sindaco di Roma Gianni Alemanno. Che aggiunge: «Dopo il sondaggio de Il Sole 24 ore che aveva già retrocesso Roma di cinque posti nella classifica della qualità della vita, ora una nuova indagine certifica l’insoddisfazione dei romani verso i servizi pubblici essenziali offerti dall’amministrazione comunale. «Bastano 24 ore per far evaporare le illusioni veltroniane», rileva invece il coordinatore regionale di Forza Italia Beatrice Lorenzin. «Solo due giorni fa il sindaco di Roma - prosegue Lorenzin - elencava i successi della capitale relativi ai servizi sociali. A stretto giro di posta Roma registra una picchiata di 5 punti rispetto allo stesso sondaggio precedente oltre a registrare una reprimenda da parte dell’Osservatorio sociale parlamentare diretto dal dottor Luigi Camilloni in tema di servizi sociali. La realtà è che chi perde non è Veltroni, ma sono i cittadini di Roma che giorno dopo giorno assistono inermi alla caduta libera dei servizi essenziali alla loro vita quotidiana». Il 73° posto di Roma, secondo Federico Rocca, vicepresidente del consiglio del XV municipio, rappresenta un «dato sconcertante se rapportato a quanto ci racconta Veltroni e il Campidoglio sulla qualità dei servizi offerti alla città». «Tutto ciò - sostiene Rocca - contrasta anche con la relazione annuale con la quale ogni volta l’Authority comunale ci descrive questi servizi come se fossero tutti eccellenti o quasi. Comincia a cadere la facciata di questo castello veltroniano, fatto di tante chiacchiere e poca sostanza».