Servizi online, l’Italia perde terreno

Maddalena Camera

da Milano

I risparmi per la pubblica amministrazione sono a portata di mano. E non si tratta di tagli al personale né di riduzioni agli stipendi. Per risparmiare basterebbe potenziare i sistemi informatici. In una parola si tratta del cosiddetto eGovernment, ossia l’amministrazione in rete. In alcuni Paesi europei i documenti già si richiedono via Internet, come pure gli appuntamenti con il medico o le ricette. Del resto anche visite più complesse si possono fare al telefono o meglio ancora in videoconferenza. Ma se la tecnologia è a portata di mano le applicazioni pratiche scarseggiano. E peggio ancora, in Italia, non ci sono piani di sviluppo in vista.
«L’Italia nel settore dell’eGovernment sta perdendo terreno - dice Maurizio Mondani, ad di Cap Gemini che ha realizzato il sesto rapporto europeo sui servizi online della pubblica amministrazione - In Europa ci sono Paesi che crescono in questo settore in maniera molto più veloce rispetto a noi».
Come è stata realizzata la ricerca?
«Abbiamo preso in considerazione lo sviluppo dei servizi di eGovernment in 25 Paesi dell’Ue e in altri tre che non ne fanno parte. Ossia Svizzera, Norvegia e Islanda».
In che senso l’Italia sta rallentando?
«Esaminando la crescita della diffusione dell’eGovernment l’Italia è passata dal 12° al 14° posto. La crescita dei servizi nel 2006 è stata bassa mentre nel 2002 era più elevata. Certo in questo momento crescono in maniera maggiore Paesi partiti dopo con i processi di informatizzazione come Estonia, Malta, Slovenia e Lituania».
Che cosa avviene nei Paesi in cui il processo è più accentuato rispetto all’Italia?
«Già ora in molti paesi si possono richiedere documenti online. Il cittadino o l’impresa può richiedere diversi servizi direttamente da casa. E dunque i benefici in termini di costi sono davvero molto evidenti».
Ma l’Italia a che punto è?
«Per la parte relativa ai servizi riguardanti le entrate tributarie i servizi informatici sono già molto sofisticati. Mentre invece per quanto riguarda l’ambiente c’è attenzione solo nei paesi del nord Europa. Poi ci sono poche sinergie tra le varie regioni o tra i comuni dove sarebbe invece molto utile sviluppare dei progetti comuni».
E tra gli sviluppi futuri qual è quello più importante?
«Molto interessante è la carta d’identità elettronica che è in fase di sperimentazione in alcune regioni».
In Italia il processo di evoluzione dell’eGovernment è in fase calante. Come sarà possibile invertire il trend?
«Ci vuole maggiore volontà di coordinamento generale e, naturalmente, occorrono i fondi necessari per affrontare questa sfida complessa».