Servizi: rischio di attentati il due Giugno E per la città di Milano c'è la "massima allerta"

Tutta l’attenzione sarà su Roma per la festa della Repubblica ma secondo
i nostri servizi segreti il vero pericolo terroristico è sotto la
Madonnina. Il timore è che possano essare colpite la metropolitana o la Stazione Centrale

Milano - Tutta l’attenzione sarà concentrata su Roma. Dove giovedì 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sono attese più di 80 delegazioni straniere, ricevute tra imponenti sistemi di sicurezza e uno spiegamento di forze dell’ordine forse paragonabile solo a quello messo in piedi per i funerali di papa Giovanni Paolo II, nell’aprile 2005. Tuttavia, se quel giorno la Capitale sarà caput mundi, il vero pericolo si annida sotto la Madonnina. Le informative dei servizi segreti parlano chiaro: se ci dovrà essere un attentato terroristico in Italia per vendicare la morte di Osama Bin Laden avverrà a Milano. Potrebbe accadere in luoghi di aggregazione o culto, ma il timore è che possa essere organizzato in metropolitana o in stazione Centrale.
Gli Stati Uniti hanno ribadito più volte la necessità di mantenere altissimo il livello di vigilanza perché l’uccisione del leader di Al Qaida ha scatenato le ire dei suoi. E se l’Italia è sempre stata nel mirino dei fondamentalisti islamici - come dimostrano i pericolosi esponenti scoperti e arrestati nel corso degli anni tra gli immigrati che vivono sul nostro territorio - Milano è considerata da sempre dagli esperti dei servizi segreti nostrani e del Comitato di analisi strategica antiterrorismo del Viminale l’obiettivo principale dei terroristi. E Roma? «Troppo grande. E soprattutto troppo “vicina” al Vaticano - rispondono secchi gli esperti dell’intelligence -. Chi prepara un attentato vuole che abbia la maggiore visibilità possibile. E magari cerca di metterlo in atto quando crede, suppone, o semplicemente vuole illudersi, che l’attenzione sia tutta altrove. O, comunque, che i sistemi di sicurezza siano allentati. Ma agli attentatori questo non basta: vogliono creare il caos più caos. E instillare nella gente la paura, la psicosi, che lo stato non li sappia difendere. Gli obbiettivi religiosi? Checché se ne dica, secondo la nostra esperienza sono i meno presi in considerazione dai terroristi islamici».
Per questo i nostri servizi segreti sono al lavoro sotto la Madonnina da circa un mese (l’uccisione di Bin Laden e il conseguente allarme sono scattati dal 1° maggio, ndr). Turni massacranti i loro se consideriamo che molti di questi investigatori, a Milano, negli ultimi 30 giorni sono stati costretti a trovarsi in ufficio, o comunque a essere reperibili, a partire dalle 5.30. Il consistente rafforzamento dei sistemi di sicurezza c’è stato a partire dai primi di maggio con l’arrivo, in sordina, di molti militari in città: in Duomo, ad esempio, in questi giorni si notavano i paracadutisti della Folgore. E a questa necessità di allerta e attenzione hanno contribuito anche le leggende metropolitane diffuse sul web su un imminente atto terroristico come rappresaglia alla morte di Osama. Raccomandazioni a «non prendere la metropolitana a maggio». Analoga anche la leggenda: un italiano compie un gesto di cortesia verso un arabo e lo straniero ringrazia e, per gratitudine, avverte: «Non prendere la metropolitana a maggio, succederà qualcosa di brutto».
«Ma noi temiamo di più il 2 giugno» spiegano gli uomini dei servizi, rigorosamente trincerati dietro l’anonimato.