Servizi segreti: minaccia jihadista in Italia

Relazione dei servizi sulla sicurezza: "Le moschee italiane sono a rischio infiltrazione di soggetti radicali. Pericoli dall'area del Maghreb". Secondo il rapporto è seria anche "la minaccia contro il personale impegnato in missioni all'estero". Il ministro dell'Interno Amato: "Massima allerta"

Roma - Il rischio di attacchi ai contingenti italiani che operano all’estero "ha acquisito particolare concretezza". È quanto sostengono i servizi segreti nella 59esima relazione sulla politica informativa e della sicurezza. A quanto si apprende in tutto sono state 60 le minacce terroristiche (sia di carattere interno che internazionale) direttamente riferite all’Italia nel primo semestre 2007. "La principale minaccia - sottolineano gli 007 - rappresentata da attacchi contro il personale impegnato nelle missioni militari all’estero o che opera in aree di crisi, ha acquisito particolare concretezza. L’attentato contro il contingente spagnolo di Unifil 2 in Libano, richiama l’attenzione sull’eventualità che analoghi rischi riguardino il contingente italiano". In Afghanistan, in particolare, "sebbene i taliban non siano riusciti a raggiungere vantaggi significativi sul piano tattico, la situazione è lontana dal consolidarsi e le modalità operative dei ribelli sono diventate sempre più sofisticate e letali".

Minaccia jihadista La minaccia jihadista "prospetta rischi accentuati anche per il nostro Paese" dicono i servizi. Il dato saliente di questa minaccia, spiega il documento, è costituito "dal suo consolidamento su base regionale, particolarmente evidente ed insidioso nel Maghreb, ad opera della Federazione armata di Aqmi (Al Qaida nel Maghreb islamico) sorta dalla trasformazione del Gruppo Salafita". Mentre in Italia si registra "un aumento dei centri di aggregazione islamica che, pur organizzati e frequentati per la gran maggioranza da persone che rispettano la legge, restano potenzialmente esposti a infiltrazioni radicali". I maggiori rischi per il territorio nazionale "appaiono a tutt’oggi prevalentemente da ricondurre ad un apparato reticolare di provenienza nordafricana, che non esclude l’interazione o il contatto funzionale con circuiti illegali e con altri ambienti integralisti, di origine balcanica, mediorientale e centroasiatica".

Amato: "Lavoriamo con la massima attenzione" "La relazione dei Servizi conferma le analisi a mia disposizione e contribuisce meritoriamente a evidenziare le problematiche e i rischi del terrorismo. Sono pericoli sui quali il Viminale lavora con la massima attenzione e, tra l’altro, con efficaci risultati sui due fronti delle ramificazioni operanti in Italia del terrorismo internazionale e della indubbia e forse inattesa vitalità perdurante dei ceppi brigatisti interni". È quanto afferma il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. "L’importanza che il tema ha e deve avere - aggiunge Amato - ci ha portato a dedicare il prossimo ferragosto del ministro dell’Interno, non tanto, come da tradizione, agli italiani in vacanza, ma alla messa a punto ulteriore, con la partecipazione a una riunione del Casa (Comitato di analisi strategica antiterrorismo) appositamente convocata, delle loro difese contro il rischio terrorismo".

Rischi Br "Dopo lo smantellamento di una cellula neobrigatista (12 febbraio 2007) si continuano a seguire analoghi progetti eversivi - si legge nel rapporto degli 007 -. Il numero delle persone coinvolte anche nel fronte di sostegno e la potenziale letalità delle armi sequestrate non possono essere sottovalutati in alcun modo. Ne è seguita - affermano i servizi - una campagna di solidarietà e mobilitazione a sostegno degli arrestati, che dimostra l’esistenza di un substrato di condivisione ideologica. Restano immutati, inoltre - si legge ancora nella relazione - i propositi eversivi degli anarco-insurrezionalisti".

La mafia Il crimine organizzato costituisce per l’Italia una "ulteriore minaccia di prima grandezza" dicono i servizi segreti nella relazione semestrale al Parlamento. In particolare "la ’Ndrangheta calabrese rimane l’organizzazione più pericolosa e penetrante sul territorio, con sistematici tentativi di inserimento nei settori dell’imprenditoria e dell’amministrazione locale. Strategie di infiltrazione del tessuto socio-economico caratterizzano anche Cosa Nostra in Sicilia - prosegue la relazione - interessata da un processo di riorganizzazione che non esclude tensioni e regolamenti di conti".

Ecomafie L’emergenza rifiuti in Campania è l’esempio più lampante, con le sue caratteristiche di violenza e omertà, della forza e della pericolosità della criminalità organizzata che opera in Italia. L’allarme arriva dai servizi segreti: "La pericolosità e l’invasività della criminalità organizzata nazionale continuano a richiedere impegno prioritario - affermano gli 007 -. La rete di corruzione, intimidazione, disfunzioni amministrative, violenza e omertà trova nell’emergenza rifiuti nel napoletano solo l’aspetto più evidente di una ben più minacciosa globalizzazione criminale".