Servizi segreti, ricambio ai vertici

L'ex capo della polizia, Gianni De Gennaro, rileva Cucchi al Dis (ex Cesis). All'aisi (ex Sisde) Piccirillo per Gabrielli. Confermato Branciforte all'Aise (ex Sismi). A decidere gli avvicendamenti il Comitato
interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (Cisr)

Massimo Malpica - Luca Rocca

Roma - Cambio al vertice dei servizi segreti. L’accelerazione era nell’aria, ieri la scelta è stata compiuta. Con una conferma e due novità. Se l’ammiraglio Bruno Branciforte rimane a capo dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna, l’ex Sismi), al Dis, dopo l’incarico «napoletano» come commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, approda l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, mentre il vicecomandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Giorgio Piccirillo, diventa responsabile dell’Aisi, ex Sisde, attualmente diretto da un esperto dell’antiterrorismo come Franco Gabrielli.

A decidere gli avvicendamenti, ieri pomeriggio, il Comitato interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (Cisr), presieduto dal premier, Silvio Berlusconi. Intorno al tavolo anche i ministri Franco Frattini, Angelino Alfano e Roberto Maroni, nonché l’ormai ex direttore del Dis, il generale Giuseppe Cucchi, fortemente voluto dall’ex premier Romano Prodi. Negli ultimi giorni, proprio per l’incarico al Dis, era circolato il nome di Gianni Castellaneta, attuale ambasciatore italiano negli Stati Uniti ed ex consigliere diplomatico di Berlusconi. Poi la scelta è definitivamente caduta sul «poliziotto d’Italia».

Di tutto rispetto i curricula delle due new entries. Il generale di corpo d’armata Giorgio Piccirillo nasce nel 1947 a Castellammare di Stabia, ha moglie e due figli. Ha frequentato la «Nunziatella» di Napoli e l’accademia militare di Modena. È laureato in scienze politiche e in scienze della sicurezza interna ed esterna. Nel 1983 ottiene anche il «titolo di scuola di guerra». Più volte comandante di plotone, poi comandante di varie compagnie dei carabinieri e capo ufficio studi e ricerche del comando generale dell’Arma. È stato inoltre comandante della scuola ufficiali carabinieri e capo di Stato maggiore del comando generale. Dal 13 dicembre 2007 era vicecomandante generale dell’Arma.

Quanto al superprefetto De Gennaro, dopo aver sfidato per anni la mafia, l’Anonima sequestri e il terrorismo interno, il governo lo ha scelto per l’organismo che fa da raccordo tra intelligence civile e militare. De Gennaro, che per anni ha collaborato con Giovanni Falcone, ha ricoperto i ruoli più delicati. La sua carriera comincia nel 1975 alla squadra mobile di Roma, sezione narcotici. Nel 1981 dirige la Criminalpol del Lazio, tre anni dopo il nucleo centrale anticrimine e poi il servizio centrale operativo. Nella sua carriera ha ottenuto due promozioni «sul campo». La prima quando fu protagonista di un conflitto a fuoco nell’ambasciata belga di Roma, liberando trenta ostaggi minacciati da uno squilibrato. La seconda la conquista dopo la brillante conclusione di una serie di importanti operazioni di rilievo internazionale contro Cosa nostra. Ex direttore della Dia, protagonista delle indagini, sul fronte italiano, della «Pizza connection» e collaboratore di lungo corso dell’Fbi, ora ha davanti un’altra difficile ma avvincente sfida.

«Scelta ottima e tempestiva», commenta il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. E Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo del Pdl alla Camera, dopo aver sottolineato le «ben note le qualità di De Gennaro», aggiunge: «Ora il servizio interno torna a una personalità di alto livello professionale, quale il generale Piccirillo, come a suo tempo il generale Mori».