Servizi sociali chiusi «per paura»

Il Comune ha già spostato la sede in un altro edificio

Monza, via Bellini 10, ufficio decentrato dei Servizi sociali: chiuso per paura. Il telefono suona in continuazione, ma nessuno risponde. Non c'è nessuno, la paura ha fatto 90 e il servizio delicato è stato portato altrove. Eppure non siamo nel Bronx, siamo nel cuore della Monza che conta. I soldi naturalmente. Gente tranquilla, che lavorava, come canta Celentano. Ville, villette, appartamenti di lusso, voto al centrodestra anche quando la città è caduta nelle mani della sinistra come alle ultime amministrative.
Ma anche la City monzese ha le sue paure. Da dieci giorni gli assistenti sociali del comune di Monza non riescono a tenere aperto quelle due stanze. Il tutto per colpa di una serie di minacce ricevute da un uomo a cui è stata tolta la patria potestà. Gli operatori hanno paura a recarsi fisicamente laggiù, si fa per dire, nella quartiere della «Monza bene».
L'episodio che ha scatenato il putiferio è uno solo, ma è bastato. L'uomo, appena uscito dal carcere era stato convocato in via Bellini. Dovevano comunicargli che il tribunale aveva deciso di toglierli la patria potestà sui figli. Alla notizia, come prevedibile, ha dato in escandescenze urlando e minacciando l'incolpevole operatore. L'intervento della polizia riportato la calma. Almeno per qualche momento.
L'assistente sociale, nei giorni successivi, non ne ha voluto sapere di ritornare in via Bellini e il servizio pur non essendo mai stato sospeso è stato trasferito altrove. L'assessore ai Servizi sociali Gabriella Rossi ha infatti fatto i salti mortali per venire fuori dalla situazione. Prima facendo anche pattugliare la zona dai vigili urbani. «Il lavoro prezioso continua altrove - commenta Gabriella Rossi - una normale prassi di tutela dei lavoratori applicata ad un caso di difficile soluzione».
Fatto sta che nei locali della vicina Circoscrizione 5, il parlamentino di zona, è un autentico pellegrinaggio di persone che chiedono informazioni un po' messi fuori gioco da questa serrata improvvisa. L'uomo, oltre a essere conosciuto come un violento, è noto agli stessi Servizi sociali come persona con problemi psichici, il che lo renderebbe pericoloso in quanto capace di mettere in atto le minacce contro gli operatori, benché essi non abbiano alcuna responsabilità nel provvedimento del magistrato.
Per ora non è stato denunciato, ma la paura di vederselo ancora davanti è forte e lo sportello rimane chiuso: O meglio trasferito altrove. Dove? Non si sa...