Servizietto pubblico

Mi spiace dirlo, e mi spiace per quella minoranza di colleghi della Rai che sono dotati di buona professionalità: ma credo che la maggior parte di essi non si renda minimamente conto di quanto la gente tenda a disprezzarli. Non ne hanno percezione. Non sanno quanto sono considerati null’altro che una propaggine lottizzata della famosa casta politica, una categoria imboscata e parassitaria, qualcosa che li accomuna ai fannulloni statali e ministeriali: giusto o sbagliato che sia.
Silvio Berlusconi ha detto che «in certe situazioni in Rai si lavora solo se ti prostituisci o sei di sinistra» e i giornali, nell’evidenziare questa sua frase, hanno pensato di fargli un danno. Non sanno il favore che gli hanno fatto. Tempo fa, in questo spazio, scrissi: «Penso che il canone andrebbe abolito. Penso che la Rai andrebbe privatizzata al cento per cento, o in alternativa fare servizio pubblico al cento per cento. Penso moderatamente che la Rai sia il vero cancro di questo Paese, ciò che non cambierà senza che cambi davvero anche il Paese. Penso dunque, pure, che non accadrà nulla». Per queste frasi fui querelato da una rete Rai: che ancor oggi non sa, non si rende conto, come queste banalità siano condivise dalla maggioranza non solo dei miei colleghi, ma degli italiani.