Servono famiglie e volontari per la grande festa con il Papa

IL CASO L’appuntamento del 3 giugno nell’area di Bresso. Al momento circa trecento persone si sono già dette disponibili a ospitare i fedeli che arriveranno a Milano. «Basta un divano»

«Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli» è l’invito allettante della Lettera agli Ebrei. Forse non tutti saranno fortunati come Abramo, che aprendo la tenda ha offerto focaccia e vitello alla Trinità, ma spalancando la porta di casa a papà, mamma e bambini in arrivo a Milano per la XII Giornata mondiale della famiglia, probabilmente si può fare una bella esperienza. «Abbiamo bisogno di centomila famiglie che ospitino le famiglie in arrivo e anche di cinquemila volontari che ci aiutino a organizzare l’evento» riassume don Luca Violoni, segretario generale della Fondazione Milano Famiglie 2012. Al momento le famiglie che hanno aderito sono circa 300 e i volontari 730, ma è dagli appuntamenti di queste settimane che la Diocesi spera di raccogliere i “sì”.
L’incontro mondiale, dal titolo «La famiglia: il lavoro e la festa» si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno tra il Parco Nord e l’Aeroporto di Bresso. Il periodo clou è tra sabato 2 e domenica 3 giugno, quando sarà a Milano Benedetto XVI. Si prevedono 300mila presenze alla Festa della testimonianza di sabato sera e 700mila domenica, anche se ipotesi nemmeno troppo ottimistiche parlano di un milione di persone alla Santa Messa celebrata dal Papa.
«Chiediamo alle famiglie di essere accoglienti soprattutto per il week end e in particolare per la notte tra sabato e domenica. Sabato sera ci sarà la Festa delle testimonianze e domenica mattina la Messa presieduta dal Santo Padre. Ma a differenza di quel che accade con i giovani, che dormono all’aperto, le famiglie hanno bisogno di un tetto» spiega don Luca Violoni.
Qualche passo è già stato fatto. I volontari che hanno dato la propria disponibilità sono 730 («età compresa tra i 18 e i 70 anni») e segnali di apertura sono arrivati anche da qualche centinaio di famiglie. In questi giorni sono in corso nelle varie città della diocesi gli incontri per raccogliere le adesioni. «Le famiglie ci hanno dimostrato grande interesse e disponibilità, ora si tratta di entrare nelle decisioni pratiche. Il 29 gennaio nelle parrocchie celebreremo la Festa delle famiglie: sarà l’occasione per formalizzare le adesioni».
Entusiasmo ma anche qualche timore. Viste le dimensioni medie delle case milanesi, non tutti pensano di poter dare alloggio a quattro o cinque persone, per di più sconosciute. E non giovani che si adattano con il sacco a pelo. Don Luca è tranquillizzante: «Abbiamo notato il timore di non offrire un’accoglienza adeguata, di non avere abbastanza spazio, ma non c’è da preoccuparsi: ci si stringe, si sfrutta il divano letto del soggiorno». Più nel dettaglio: «Si può anche ospitare solo una coppia, oppure trovare soluzioni creative, come mandare i figli a dormire in oratorio mentre gli adulti rimangono a casa. Molti anziani abitano da soli e possono ospitare una famiglia». Insomma, i problemi pratici si superano: «Il nome Mediolanum significa terra di mezzo: qualcosa vorrà pur dire». Ma la città è pronta? Si troveranno tutti questi tetti? «Sì, possiamo arrivare a centomila famiglie. Secondo me, faremo anche meglio».
Le famiglie desiderose di ospitare possono rivolgersi al parroco. «Ci vuole un referente per garantire che la famiglia che ospita sia una famiglia normale, affidabile, e non persone scatenate. A vigilare sulle famiglie ospiti in arrivo saranno anche le parrocchie dei Paesi in cui vivono». Se non angeli, almeno gente perbene.