Servono interventi del ministro per salvare l’ippica dalla deriva

La politica lentamente sta riprendendo il suo corso, troppo lentamente per le necessità in cui versa l’ippica. Rivolgerei quindi un appello al ministro responsabile del nostro settore, Luca Zaia, perché si dia una mossa e inizi a fare capire a tutti che la barca ha ritrovato un timoniere. Oggi l’Unire, infatti, è una barca senza timoniere, senza padri né parenti, con nessuno responsabile di nulla, tutti contro tutti, pronti a criticare a prescindere.
Mercoledì scorso vi è stato il primo intervento pubblico da parte del ministro Zaia, a proposito della notizia apparsa sui giornali relativa allo stralcio di ottanta milioni di euro, dei canoni televisivi dovuti dalle Agenzie ippiche, appostati a bilancio per un importo di cento milioni circa, e oggetto di una contestazione da parte delle Agenzie stesse, le quali rivendicano la legittimità della riduzione a seguito di un accordo raggiunto precedentemente con l’Unire.
Il ministro attraverso il suo portavoce ha inviato una nota di questo tenore: «per smentire nel modo più assoluto che avrei firmato lo stralcio al bilancio Unire». La nota non chiarisce, e forse questo era il vero punto interessante, se alla fine gli ottanta milioni ci saranno o meno, al bilancio Unire o molto più probabilmente mancheranno a seguito dell’accordo raggiunto in precedenza, accordo del quale pare poco verosimile che la struttura ministeriale non ne sia a conoscenza!
Non vorremmo che finisse come la famosa questione dell’IVA, della quale era stata annunciata la riduzione al 10%, poi... Speriamo prima delle aste di settembre.
La nota del ministro, inoltre, contiene un passo di grande interesse sulla prossima presentazione di un piano di ristrutturazione in chiave europea che, cito testualmente: «alla luce delle notizie che vengono propalate, risulta più urgente». Normalmente le notizie «propalate» sono notizie non vere, nel caso dell’ippica purtroppo sono notizie drammatiche e corrispondenti ad una situazione di dissesto in atto.
Ho letto con interesse un’intervista rilasciata da Gaetano Papalia, ad della Ippodromi e Città (Tor di Valle, Napoli e Firenze), nella quale in una sorta di autodafè, con una abiura dell’operato del governo di centrosinistra e in particolare dell’ex ministro De Castro, afferma in modo assolutamente chiaro, condivisibile e realistico cosa dovrebbe fare l’Unire per salvare il salvabile. Da qualche parte ho letto che la differenza tra le parole o lo scritto come in questo caso, è ciò che si pensa che dia la misura del livello di moralità dell’individuo; mi auguro per il bene dell’ippica che il dottor Papalia sia una persona di grandissima moralità!
Le cose da fare le conosciamo tutti, saranno sacrifici prolungati e quanto si potrà salvare dell’ippica sarà ciò di cui ci dovremo accontentare negli anni futuri. Nell’ippica, contrariamente a quanto qualche personaggio ama raccontare, vi sono state forti contrapposizioni di interessi che hanno premiato alcune categorie a scapito di altre, ma adesso siamo alla fine di tutto e tutto dovrà essere rivisto in un nuovo equilibrio, perché si deve sempre ricercare e trovare un equilibrio.